Il termine per il riordino del gioco fisico e per il riequilibrio dei parametri è spirato senza che la riforma sia stata approvata, e la verticale degli apparecchi perde il 5-10% all’anno, trascinando verso il basso i numeri degli interessi pubblici dell’intero settore. E’ quanto sottolineato nel nuovo Bilancio di Sostenibilità del comparto del gioco pubblico e l’impatto sociale delle regole presentato nel Forum ACADI 2026, in programma a Roma.
Il Bilancio si muove nel solco della doppia materialità: non misura soltanto come il comparto incide sulla società, ma anche come le regole vigenti incidono sul comparto e, di riflesso, sui quattro pilastri del suo impatto sociale — tutela dell’utente, presidio di legalità, gettito erariale, occupazione. Il verdetto è netto: le norme territoriali su distanze e orari, così restrittive da impedire perfino le gare per le concessioni scadute, non proteggono l’utente come promettono e fanno perdere legalità, entrate e posti di lavoro. I numeri presentati dal bilancio parlano chiaro.
Essi si riflettono nella parte del Bilancio di Sostenibilità di Comparto dedicata alle quattro leve di impatto del comparto che sono tutela dell’utente, presidio di legalità, emersione del gettito erariale e sviluppo dell’occupazione. Il tutto con le precisazioni di seguito indicate che al lettore suggeriscono alcuni interrogativi rilevanti.
Responsabilità: la tutela dell’utente
È il dato che più contraddice la narrazione restrittiva delle norme che sono nate per tutelare la salute. Dal 2018 tempo (misurabile con la raccolta) e spesa degli utenti sugli apparecchi e sui prodotti del territorio calano in modo costante, ma crescono per il comparto nel suo insieme: la raccolta complessiva passa da 106,8 a 165,4 miliardi, quella degli apparecchi scende da 48,7 a 31,5. La domanda, in altre parole, non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità.
Il Bilancio evidenzia l’inefficacia delle misure attuali per tutelare la salute, valorizza quindi l’introduzione dei prodotti «safe» e chiede che, mancato il riordino, si proceda subito a sperimentarli con parametri riequilibrati rispetto alle altre offerte.
▸ Se la spesa complessiva cresce mentre quella sugli apparecchi cala, distanze e orari stanno davvero proteggendo il giocatore, o si limitano a spostarlo?
▸ Le restrizioni introdotte negli anni non hanno prodotto i risultati attesi sul piano della tutela della salute: si è pronti a riconoscerlo pubblicamente?
▸ Chi deve autorizzare, e con quali tempi, la sperimentazione di apparecchi «safe» in assenza della legge di riordino?
Legalità: il presidio dei territori
Dal 2018 i Comuni raggiunti dall’offerta pubblica sono diminuiti: 527 in meno per la rete generalista, 135 per quella specializzata. Il 2025 non inverte la tendenza. È come se lo Stato facesse retromarcia nel presidio di legalità, lasciando spazio all’offerta illegale. Il documento parla quindi di misure «espulsive» da superare perché applicate senza una visione d’insieme, e perché che tra gli altri effetti collaterali negativi, impediscono allo Stato di bandire le gare per le nuove concessioni. Ed infatti nessuno parteciperebbe ad una gara sapendo a monte di non poter mettere a terra di punti acquisiti.
▸ Quanto costa, in termini di sicurezza pubblica, ogni Comune che esce dalla mappa dell’offerta legale? Esistono dati sull’offerta illegale che ne prende il posto?
▸ È ancora sostenibile che le regole locali rendano di fatto impossibili le gare per concessioni scadute da anni? È giunto il momento che le Autorità di riferimento superino distanze e orari anche davanti ai giudici, per tutelare l’utente e rimuovere gli ostacoli alle gare? Perché non seguire la via giudiziale se quella politica per l’ennesima volta si è fermata prima del traguardo?
Fiscalità: il contributo da emersione
A prima vista il gettito regge: +0,8 miliardi rispetto al 2018. Ma è una stabilità apparente. Il territorio perde 0,9 miliardi, gli apparecchi (AWP e VLT) 1,2, e dal 2024 il calo trascina in negativo anche il gettito complessivo (-0,1 miliardi).
Sul banco degli imputati non solo distanze e orari, ma anche scelte nazionali: il divieto dei POS sulle VLT, la questione dei PVR, gli aumenti di tassazione e lo squilibrio dei parametri di pay out tra prodotti.
▸ Il legislatore è consapevole che la penalizzazione illegittima della leva fiscale sugli apparecchi sta erodendo la base imponibile invece di ampliarla? Ci sono garanzie che non arrivino nuovi aggravi sui prodotti del territorio, in particolare sugli apparecchi?
▸ C’è la consapevolezza che le proroghe delle concessioni non potranno essere onerose? Non è possibile far pagare le conseguenze di norme proibitive che impediscono di fare gare agli stessi operatori che le subiscono.
▸ Quali interventi concreti possono anticipare gli effetti di riequilibrio di una riforma del territorio attesa da troppo tempo? Sul tavolo ci sono misure ponte e sperimentazione di prodotti nuovi.
▸È pronta una sperimentazione immediata di apparecchi che ne dimostri l’efficacia su salute e gettito?
Il contributo occupazionale
Quasi tutto il lavoro del comparto nasce dal territorio (135.000 addetti su 145.000), e metà dalla filiera degli apparecchi (70.000). Il comparto perde 5.000 addetti in un solo anno; la filiera degli apparecchi ne ha persi 9.500 dal 2018. È occupazione qualificata, formata anche per sensibilizzare l’utente ad un utilizzo consapevole del gioco e per contribuire a prevenire le condotte problematiche: disperderla significa perdere proprio il presidio di prevenzione che le norme dichiarano di voler rafforzare.
▸ Quale tutela per i lavoratori delle reti del territorio, se le proroghe delle concessioni diventano eccessivamente
onerose, come insegna il contenzioso sul bingo?
▸ La formazione degli operatori può diventare un requisito valorizzato nelle future gare, anziché un costo?
▸ Chi vigila sui processi di concentrazione del mercato, e quando partirà la Consulta permanente che dia voce anche alle
associazioni?
Leve di impatto e questione territoriale: il gioco pubblico tra presidio di legalità e riordino normativo
La questione territoriale rappresenta uno dei temi più rilevanti e complessi nel dibattito sul futuro del Gioco Pubblico in Italia. Si tratta di una problematica che coinvolge contemporaneamente aspetti di natura sanitaria, sociale, economica, occupazionale, fiscale e di sicurezza pubblica, assumendo una rilevanza strategica per l’intero sistema regolatorio. Negli ultimi quindici anni il rapporto tra Gioco Pubblico e territorio è stato oggetto di una profonda trasformazione. Accanto alla disciplina statale che regola il sistema concessorio si è progressivamente sviluppata una vasta produzione normativa regionale e comunale che ha introdotto limiti, restrizioni e condizioni differenti per l’esercizio delle attività di gioco.
Il risultato è stato la nascita di un quadro regolatorio estremamente frammentato, con parametri sostanzialmente proibizionistici e caratterizzato dalla coesistenza di centinaia di discipline territoriali differenti, spesso tra loro non coordinate e talvolta contrastanti. Gli obiettivi sono quelli di superare l’attuale frammentazione normativa, garantendo maggiore uniformità e certezza regolatoria e di spostare progressivamente il baricentro delle politiche di tutela dalla mera limitazione/eliminazione dell’offerta alla protezione effettiva delle persone anche ricorrendo alla tecnologia.
In questa prospettiva, un riordino, invocato da anni e senza profili di concentrazione, non avrebbe rappresentato semplicemente una revisione normativa, ma un passaggio strategico destinato a influenzare il futuro dell’intero comparto e il suo contributo alla collettività in termini di tutela, legalità, occupazione e sviluppo economico. In mancanza di un provvedimento di riforma sostenibile, devono trovarsi soluzioni intermedie che ne anticipino gli effetti di riequilibrio.
▸ Potrebbe essere arrivato il momento di seguire la via giudiziale anche da parte delle Autorità di riferimento con l’obiettivo di superare la questione territoriale per l’affermazione degli interessi pubblici sopra richiamati e per rimuovere gli ostacoli per lo svolgimento delle gare?
Il Gioco Legale e Responsabile
Nel settore dei Giochi Pubblici, etica, compliance e trasparenza rappresentano elementi essenziali per garantire la sostenibilità del sistema concessorio e rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni, operatori e cittadini. Il modello italiano dei giochi pubblici si fonda infatti su un equilibrio particolarmente delicato tra libertà economica, tutela dei consumatori e perseguimento dell’interesse pubblico. In questo contesto, il rispetto delle regole costituisce non soltanto un obbligo normativo, ma un elemento qualificante dell’attività delle imprese concessionarie.
Le aziende operanti nel comparto sono chiamate ad operare all’interno di uno dei sistemi regolatori più articolati e controllati dell’economia nazionale, caratterizzato da stringenti requisiti autorizzativi, continui controlli da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da una crescente attenzione verso la tutela della salute, la protezione dei minori, la prevenzione del riciclaggio e la sicurezza delle transazioni.
Negli ultimi anni il concetto stesso di compliance si è progressivamente evoluto. Non si limita più al mero rispetto degli obblighi normativi ma si estende alla capacità delle organizzazioni di adottare modelli di gestione improntati alla responsabilità, alla trasparenza e alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. La sostenibilità del comparto passa dunque anche attraverso la capacità delle imprese di garantire comportamenti responsabili, processi trasparenti e una costante collaborazione con le istituzioni preposte alla regolazione e al controllo.
L’offerta di giochi e servizi del settore
L’offerta di prodotti e servizi di gioco regolamentato, secondo il regime concessorio avviato in Italia fin dal 1948, affida l’offerta ad operatori selezionati secondo precise garanzie di idoneità soggettiva, organizzativa, finanziaria. Nel 2025 le concessioni di giochi pubblici complessivamente attive sono state oltre 260, delle quali oltre 200 nei giochi distribuiti nei punti vendita specializzati o generalisti. La riduzione del numero delle concessioni rispetto all’anno passato è legata essenzialmente al completamento della gara dell’online. Alcune concessioni riguardano reti nazionali (collegamento telematico degli apparecchi da gioco, automatizzazione dei giochi numerici a quota fissa, giochi numerici a totalizzatore nazionale e tutte le concessioni per gioco a distanza, produzione e distribuzione delle lotterie nazionali istantanee o differite), mentre altre (oltre alle ricevitorie del gioco del Lotto e degli altri giochi numerici a quota fissa, richiedibili soltanto dai titolari di rivendite di generi di monopolio) sono rilasciate per punti vendita: i negozi o corner di scommesse e le sale bingo.
La raccolta delle giocate passa da 157,3 miliardi di euro del 2024 a 165,4 miliardi di euro del 2025, con l’online che cresce da 91,8 a 100,9 miliardi di euro e i giochi fisici che scendono da 65,5 a 64,5 miliardi di euro. La rete comprende oltre 85.000 punti vendita, dei quali più di 10.000 specializzati e circa 75.000 generalisti, costituiti prevalentemente da bar, tabaccherie, ricevitorie ed esercizi commerciali.
L’impatto economico, fiscale e occupazionale
Per valutare il contributo del Gioco Pubblico all’economia italiana è particolarmente utile fare riferimento alla ricerca “Valore socio-economico generato dai giochi pubblici su rete fisica”, realizzata da Nomisma per Novomatic Italia. Lo studio analizza gli effetti economici, fiscali e occupazionali generati dall’intera filiera dei giochi pubblici su rete fisica, prendendo in considerazione apparecchi da intrattenimento, giochi numerici, gratta&vinci, scommesse e bingo. Secondo la ricerca nel 2024 il sistema dei giochi pubblici su rete fisica ha generato complessivamente 20,8 miliardi di euro di valore aggiunto, una cifra che corrisponde a circa l’1,1% del valore aggiunto nazionale, assunto come indicatore di riferimento del Prodotto Interno Lordo.
Di questo valore: 6,2 miliardi di euro derivano dall’impatto diretto delle imprese del settore; 8,1 miliardi di euro sono generati dall’impatto indiretto lungo la catena dei fornitori; 6,5 miliardi di euro sono riconducibili agli effetti indotti dai redditi distribuiti lungo la filiera. Particolarmente significativo è il moltiplicatore economico complessivo, pari a 3,4. In altre parole, ogni euro di valore aggiunto prodotto direttamente dalle imprese del Gioco Pubblico su rete fisica genera complessivamente 3,4 euro nell’economia italiana.
L’ipotesi che è stata fatta è che il Valore economico generato dal comparto sia proporzionale alle somme spese nei Giochi Regolamentati, quindi è stata considerata la variazione della spesa tra il 2024 e il 2025 e sono stati estesi i risultati dell’analisi a tutto il comparto, quindi giochi fisici più giochi online. Tra il 2024 e il 2025 l’incremento della Spesa è dell’1,4%. Tenendo conto della Spesa complessiva del comparto nel 2025 il valore aggiunto complessivo generato è di 28,03 miliardi di euro pari all’1,24% del PIL. Secondo l’indagine Nomisma che è relativa alla sola rete fisica, il comparto dà lavoro a 147.000 persone direttamente e genera 324.000 occupati complessivi, il che significa che ogni lavoratore diretto sostiene 2,2 posti di lavoro nell’economia nazionale.
Stakeholder, Governo della Sostenibilità, Doppia Materialità e Modalità di Ascolto
Gli stakeholder rappresentano tutti i soggetti che influenzano o sono influenzati dalle attività delle imprese del Gioco Pubblico. L’analisi dei Bilanci di Sostenibilità e delle Rendicontazioni di Sostenibilità 2024 delle principali aziende del settore evidenzia una sostanziale continuità rispetto agli anni precedenti, con un progressivo ampliamento dell’attenzione verso alcuni portatori di interesse emergenti, in particolare quelli collegati alla sostenibilità, alla tutela dei consumatori e alla trasformazione digitale.
Le principali categorie di stakeholder individuate risultano essere:
• Azionisti e investitori;
• Clienti e giocatori;
• Dipendenti e collaboratori;
• Rete distributiva e punti vendita;
• Fornitori e partner commerciali;
• Istituzioni, Autorità di regolazione e Amministrazione finanziaria;
• Comunità locali e organizzazioni del Terzo Settore;
• Associazioni di categoria;
• Enti di ricerca, università e organismi formativi;
• Media e opinion leader;
• Comunità finanziaria e agenzie di rating ESG;
• Autorità di controllo, organismi di certificazione e revisione.
Sempre più aziende del comparto adottano infatti il principio della doppia materialità, che considera contemporaneamente:
• gli impatti dell’azienda su ambiente, persone e società (materialità di impatto);
• gli effetti delle questioni ESG sulle performance economiche e finanziarie dell’impresa (materialità finanziaria).
Nel complesso emerge chiaramente come il settore consideri il gioco responsabile il tema materiale più rilevante in assoluto, seguito da legalità, tutela del consumatore, sicurezza dei dati e valorizzazione delle persone.
La doppia materialità e l’impatto normativo sul comparto del Gioco Pubblico
Tra i temi che emergono con maggiore evidenza nelle analisi di doppia materialità delle principali aziende del comparto figura il quadro normativo e regolatorio che disciplina il gioco pubblico in Italia.
Come rappresentato in premessa in merito alla descrizione delle leve di impatto, il settore opera, infatti, all’interno di uno dei contesti regolamentati più complessi a livello nazionale, caratterizzato dalla coesistenza di norme statali, disposizioni regionali e regolamenti comunali che incidono direttamente sull’organizzazione delle attività, sulla distribuzione territoriale dei punti vendita e sulla sostenibilità economica degli investimenti. Negli ultimi anni le aziende hanno dovuto confrontarsi con una crescente stratificazione normativa che ha determinato un significativo impatto sulla gestione operativa delle reti distributive.
Presidi di Governance: Controlli Interni, Risk Management e Compliance
L’analisi dei Bilanci 2024 evidenzia un progressivo rafforzamento delle strutture di governance ESG. La sostenibilità viene sempre più integrata nei processi decisionali, nella pianificazione strategica e nei sistemi di monitoraggio delle performance. Il Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 continua a rappresentare uno dei principali strumenti di presidio della legalità. Tutte le principali aziende del comparto hanno adottato modelli di organizzazione e controllo costantemente aggiornati, supportati dall’attività degli Organismi di Vigilanza e da programmi di formazione rivolti al personale e ai collaboratori.
Il comparto dei Giochi Pubblici conferma una forte attenzione verso le certificazioni, considerate strumenti strategici per migliorare qualità, performance, compliance e tutela degli stakeholder. L’analisi dei Bilanci di Sostenibilità 2024 dei principali operatori evidenzia un sistema di gestione sempre più strutturato, in cui le certificazioni rappresentano un elemento distintivo di governance e responsabilità. Tra le certificazioni più diffuse emergono innanzitutto quelle relative ai sistemi di gestione della qualità e della sicurezza delle informazioni, con la ISO 9001 e la ISO/IEC 27001 presenti in quasi tutti gli operatori analizzati. Quest’ultima assume un ruolo centrale nel settore, poiché garantisce elevati standard di sicurezza logica, fisica e organizzativa delle piattaforme di gioco.
Ampia diffusione si registra anche per la ISO 45001 (salute e sicurezza sul lavoro) e per la ISO 14001 (gestione ambientale), che confermano la crescente attenzione del settore verso la tutela del personale e la riduzione degli impatti ambientali.
Le certificazioni specifiche del settore del gioco pubblico restano un elemento distintivo e altamente qualificante:
• G4 – Global Gambling Guidance Group,
• WLA Responsible Gaming Framework,
• Certificazioni EL (European Lotteries),
• WLA-SCS – Security Control Standard.
Tra le altre certificazioni diffuse emergono inoltre:
• ISO 37001 (anticorruzione),
• UNI/PdR 125 (parità di genere),
• UNI/PdR 159 (diversità e inclusione, gestione HR),
• ISO 50001 (gestione dell’energia),
• ISO 18295 (qualità dei Contact Center),
• SA8000 (responsabilità sociale),
• ISO 26000 (linea guida sulla responsabilità sociale, spesso attestata),
• ISO 31000 (gestione del rischio, non certificabile).
Accanto alle certificazioni si conferma la diffusione del Rating di Legalità, rilasciato dall’AGCM, indicatore di trasparenza, correttezza e integrità aziendale. La sua presenza nei bilanci testimonia l’attenzione crescente del settore verso una governance etica e la prevenzione dei comportamenti illeciti.
Strategia ESG del Comparto
Il Comparto dei Giochi Pubblici riconosce nell’Agenda ONU 2030 il quadro di riferimento naturale del proprio impegno di sostenibilità. La natura concessoria del settore, in cui lo Stato affida a operatori privati l’esercizio del gioco e una funzione di presidio pubblico, rende questo allineamento la diretta conseguenza del mandato ricevuto: tutelare i soggetti vulnerabili, garantire la legalità dell’offerta, restituire valore ai territori.
Persone e Competenze lungo la Filiera
Le persone sono al centro della strategia ESG del Comparto dei Giochi Pubblici. L’occupazione diretta e indiretta generata dalla filiera, la qualità dei contratti di lavoro, l’investimento nella formazione e il presidio della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro costituiscono dimensioni di responsabilità sociale non meno rilevanti dell’impegno verso le comunità esterne.
La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è il presidio fondamentale della responsabilità sociale interna, rafforzata dall’adozione, completata o in corso presso tutti i principali Concessionari, della norma ISO 45001:2018. I principali operatori analizzati presentano caratteristiche che distinguono il settore nel panorama del terziario italiano: una stabilità contrattuale molto elevata, circa il 90% dei rapporti è a tempo indeterminato, valore superiore alla media nazionale — un saldo assunzioni/turnover positivo, un buon equilibrio di genere e un investimento formativo in costante crescita. Si tratta di un capitale umano che il modello concessorio carica di una responsabilità peculiare: ogni persona che lavora nella filiera del gioco legale è, di fatto, un presidio di legalità sul territorio.
Relazione con le Comunità e Impatto Sociale
Il Comparto dei Giochi Pubblici costituisce, nella sua interezza, un’infrastruttura di utilità collettiva. L’esistenza di una rete legale, controllata e fiscalmente trasparente genera esternalità positive che precedono e superano le singole iniziative di responsabilità sociale: garantisce la tracciabilità dei flussi, la protezione dei soggetti vulnerabili, il contrasto al gioco illegale e un contributo continuativo alla finanza pubblica.
Le aziende operanti nel Comparto continuano a rafforzare il proprio ruolo sociale attraverso iniziative concrete orientate alla creazione di valore condiviso, alla promozione dell’inclusione e al sostegno delle comunità locali. Nel corso del 2024 il settore ha ulteriormente consolidato il proprio impegno ESG, sviluppando progetti capaci di generare impatti positivi tangibili in ambito sociale, educativo, sportivo, culturale e sanitario. Le imprese del Comparto riconoscono il proprio ruolo non solo come operatori economici, ma anche come attori sociali in grado di contribuire alla crescita sostenibile dei territori, promuovendo modelli di sviluppo orientati alla responsabilità, alla solidarietà e alla tutela delle persone.
I Concessionari hanno sviluppato, in forma diretta e attraverso fondazioni dedicate, un sistema articolato di interventi a sostegno delle fasce vulnerabili della popolazione e di risposta alle fragilità sociali. L’impegno si struttura nel rapporto continuativo con enti del terzo settore accreditati e nel coinvolgimento diretto del personale, configurando la responsabilità sociale come tratto identitario del Comparto.
Oltre alla prevenzione specifica del DGA, i Concessionari hanno investito in iniziative di welfare sanitario più ampio, sostenendo la ricerca oncologica, l’assistenza ai malati e la donazione del sangue. Queste iniziative testimoniano un approccio alla responsabilità sociale esteso al benessere collettivo, oltre i confini del settore di riferimento.
Nel biennio 2024-2025 il Comparto ha promosso, in forma sia individuale sia associata (anche per il tramite di ACADI), un programma di ricerca scientifica sul Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) di ampiezza crescente, fondato sulla collaborazione con atenei e centri di studio qualificati.
La Gestione Responsabile degli Impatti Ambientali
La tutela dell’ambiente rappresenta un ambito sempre più rilevante nelle strategie di sostenibilità del comparto dei Giochi Pubblici. Pur operando in un settore con impatti ambientali diretti generalmente inferiori rispetto ad altri comparti industriali, le imprese concessionarie sono consapevoli della propria responsabilità nella riduzione dei consumi, nella gestione efficiente delle risorse, nella transizione energetica e nel contenimento delle emissioni climalteranti.
L’evoluzione digitale del settore, la progressiva integrazione tra rete fisica e canale online, la gestione di sedi, punti vendita, apparati tecnologici, terminali, piattaforme informatiche e reti distributive rendono necessario un approccio ambientale sempre più strutturato. Il comparto è chiamato a governare consumi energetici, emissioni dirette e indirette, rifiuti elettronici, materiali cartacei, mobilità aziendale e impatti lungo la catena di fornitura. Nel corso del 2024 le imprese analizzate hanno rafforzato il proprio impegno ambientale attraverso politiche dedicate, sistemi di monitoraggio, iniziative di efficientamento, programmi di decarbonizzazione e azioni di economia circolare. L’ambiente è quindi sempre più integrato nei modelli ESG, nelle politiche di procurement, nei sistemi di gestione e nei processi decisionali. cdn/AGIMEG












