Presentato a Roma il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gioco Pubblico in Italia, promosso da ACADI (Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento). Il report illustra l’evoluzione del mercato italiano del gioco, soffermandosi anche sulle differenze tra gioco fisico e online.
Gioco fisico e online a confronto
Il Bilancio di Sostenibilità mostra come, rispetto al 2018, la spesa complessiva nei giochi regolamentati così come la raccolta siano aumentate, ma si sono progressivamente spostate dal gioco fisico al canale online. Tra il 2024 e il 2025 la spesa nei giochi fisici è scesa da 16,3 a 16,1 miliardi di euro, mentre quella online è cresciuta da 5,1 a 5,7 miliardi. Nello stesso periodo, il gettito complessivo è diminuito da 11,7 a 11,5 miliardi di euro e le entrate derivanti dalle giocate sui prodotti fisici sono ulteriormente diminuite.
La raccolta delle giocate passa da 157,4 miliardi di euro del 2024 a 165,4 miliardi di euro del 2025, con l’online che cresce da 92,1 a 100,9 miliardi di euro e i giochi fisici che scendono da 65,3 a 64,5 miliardi di euro. Il Bilancio restituisce pertanto l’immagine di un sistema nel quale il retail rimane essenziale per la fiscalità, l’occupazione e il presidio territoriale, pur subendo gli effetti del cambiamento delle abitudini di consumo, della frammentazione regolatoria e del ritardo del riordino.

Forte asimmetria tra canali
L’online concentra 100,9 miliardi di raccolta, oltre tre volte la rete specializzata (30,6 miliardi) e quasi tre volte la rete generalista (33,9 miliardi), ma genera una spesa (5,7 miliardi) sostanzialmente allineata a quella della rete specializzata (5,8 miliardi) e nettamente inferiore a quella della rete generalista (10,3 miliardi).
Il confronto segnala che il canale a distanza domina i volumi, mentre i canali fisici, e in particolare la rete generalista, restano più densi in termini di spesa netta e di gettito.
La divergenza è ancora più evidente sul piano fiscale: a fronte della maggiore raccolta, l’online produce 1,5 miliardi di prelievi, contro 6,0 miliardi della rete generalista e 2,9 miliardi della rete specializzata. Nel 2025 crescita dei volumi e capacità fiscale non coincidono più nello stesso canale.
Rispetto ad una spesa del 47%, i prelievi erariali nella Rete generalista sono stati pari al 58%. Nell’online a fronte di una spesa del 26% i prelievi erariali sono stati il 14%. Nelle sale specializzate le somme spese sono state il 27%, le entrate erariali sono state il 28%.

Lotta al gioco illegale
In tale contesto, la tutela del gioco legale assume una rilevanza ancora maggiore. Il sistema concessorio garantisce identificazione e protezione degli utenti, tracciabilità delle operazioni, prevenzione del riciclaggio, controllo dell’accesso dei minori e collaborazione con le Autorità. Tali presidi risultano assenti nei circuiti illegali, che hanno sviluppato modalità operative sempre più sofisticate attraverso piattaforme estere, criptovalute, social network, sistemi automatizzati e strumenti di pagamento difficilmente tracciabili.
Il Bilancio di ACADI richiama, in particolare, una ricerca econometrica che stima in circa 29,8 miliardi di euro la raccolta riconducibile al mercato illegale italiano. Oltre l’85% di tale valore risulterebbe concentrato nell’offerta illegale online. Questa evidenza conferma che la sostenibilità del Gioco Pubblico non può essere perseguita soltanto attraverso la compressione dell’offerta legale, ma richiede il mantenimento di un sistema autorizzato competitivo, controllabile, tecnologicamente evoluto e capace di canalizzare la domanda verso circuiti sicuri e trasparenti. lb/AGIMEG

