La riforma antiriciclaggio europea è storica e cambia le regole del gioco. Per la prima volta gli operatori del settore del gioco vengono equiparati, quanto a obblighi, agli intermediari bancari e finanziari.
Lo ha detto Stella Liberato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ad Agimeg, a margine del Forum Antiriciclaggio che si è tenuto a Milano, sottolineando che con l’AMLA, autorità europea per gli interventi in questo settore, esisterà un corpo unico di norme comune a tutti i Paesi membri, pur restando ciascuno autonomo nella gestione del mercato.
“La regolazione sarà omogenea, ci sarà maggiore armonizzazione”, ha spiegato Liberato. Il punto centrale è la trasparenza: i concessionari dovranno fornire alle autorità informazioni più ampie e dettagliate. “Un concessionario francese, spagnolo o tedesco sarà sottoposto alle stesse regole di quello italiano, almeno sul fronte antiriciclaggio. Questo dovrebbe ridurre le frammentazioni nazionali e favorire una maggiore parità di condizioni concorrenziali tra gli operatori europei”, ha aggiunto.
Il quadro si complica perché sull’antiriciclaggio non interviene una sola autorità per Paese. Concorrono più soggetti. In Italia, oltre all’UIF, sono coinvolti il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Guardia di Finanza e proprio l’ADM. “Il nuovo pacchetto normativo, in linea con la Sesta Direttiva, sta individuando le autorità di supervisione per il settore non finanziario, tra cui il gioco. Si apre quindi una nuova ripartizione delle competenze e si rafforzano gli obblighi di collaborazione e di scambio di informazioni tra le diverse autorità nazionali coinvolte e con la nuova autorità europea”, ha sottolineato.
L’AMLA avrà il compito di definire norme armonizzate e di impartire direttive comuni. Le autorità italiane – MEF, Guardia di Finanza, ADM e UIF – operano già in coordinamento e questo lavoro viene poi ricondotto a livello europeo. Quanto al ruolo futuro dei Monopoli, Liberato ha preferito non entrare nel dettaglio delle competenze, perché il decreto attuativo della Sesta Disciplina Antiriciclaggio è ancora in fase di emanazione. Ha però ribadito che l’Agenzia dispone di competenze tecniche stratificate e precise sul gioco e le metterà a disposizione dell’autorità europea.
Sul fronte dei concessionari, la nuova disciplina comporterà un’invasività maggiore. Le autorità potranno entrare anche nelle scelte imprenditoriali, chiedendo conto, ad esempio, della composizione della governance. “E’ prevista una maggiore trasparenza delle informazioni dei concessionari nei confronti dei supervisori. C’è sicuramente un’invasione di campo anche nelle scelte imprenditoriali. Quando entrerà in vigore la norma i concessionari dovranno rendere conto ad ADM delle loro scelte interne dei componenti della governance. È un potere invasivo”, ha riconosciuto Liberato, “però dall’altro lato questo concorre a garantire la permanenza sul mercato dei concessionari”. Chi non rispetta le norme antiriciclaggio o i requisiti di onorabilità degli esponenti aziendali rischia l’espulsione dal mercato e danni reputazionali pesanti. I soggetti che già operano entro i perimetri delle future regole si trovano quindi agevolati e possono contare su condizioni di parità con gli operatori degli altri Paesi membri.
“In sintesi, il nuovo pacchetto richiede uno sforzo a tutti – autorità e concessionari – ma è uno sforzo destinato a produrre benefici per il sistema economico non solo italiano, ma europeo e globale”, ha concluso.
gpm/AGIMEG
