Un presidio costante e capillare sul territorio per arginare i tentativi di infiltrazione della criminalità economico-finanziaria nell’economia legale è stato svolto da parte delle Fiamme Gialle di Brescia durante il 2025.
Sono stati scoperti indebiti trasferimenti di denaro contante per oltre 110 milioni di euro. Redditi non dichiarati e IVA non versata per oltre 150 milioni di euro. Irrogate sanzioni amministrative superiori a 1.300.000 euro. È questo il risultato dell’intensa attività che i militari della Guardia di Finanza della provincia di Brescia hanno condotto nel corso dell’anno appena concluso, rafforzando le azioni di prevenzione e contrasto al riciclaggio attraverso un’azione coordinata e strategica su quattro direttrici fondamentali.
Interventi di controllo e analisi delle operazioni sospette
La prima linea di intervento ha riguardato l’attività di controllo e analisi delle operazioni finanziarie sospette, provenienti dagli intermediari finanziari, dai professionisti e dagli altri operatori economici ed istituzionali della collaborazione attiva antiriciclaggio. Tali approfondimenti, attraverso l’individuazione di anomalie e incongruenze, hanno portato alla scoperta di articolati meccanismi di evasione fiscale, con particolare riferimento ai settori del commercio all’ingrosso e dei lavori di meccanica generale. L’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, sul piano amministrativo, ha inoltre contribuito a sviluppare approfondimenti fiscali nei confronti di 25 soggetti economici e di individuare una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 150 milioni di euro e di un’IVA dovuta di circa 16,5 milioni di euro.
Irregolarità in un PVR
Il secondo filone operativo è costituito da attività di polizia economico-finanziaria a fini antiriciclaggio condotte presso gli operatori economici e finanziari del territorio, un’attività essenziale per verificare il corretto adempimento degli obblighi normativi e per sensibilizzare gli stessi sull’importanza della collaborazione attiva in punto di prevenzione. Le Fiamme Gialle, valorizzando gli elementi informativi acquisiti trasversalmente nei diversi comparti della propria missione istituzionale, hanno ispezionato operatori non finanziari, professionisti, agenzie di recupero crediti, agenzie di money transfer, compro oro ed esercenti e distributori dei servizi di gioco, nonché Punti Vendita Ricariche di gioco (PVR), concludendo complessivamente oltre 20 operazioni.
In un punto vendita ricariche di gioco, sono state riscontrate più ricariche eseguite in contanti per importi superiori alla soglie temporali e di valore previste. In proposito è stata anche riscontrata la mancata adozione sul sistema informatico utilizzato dall’esercente di misure idonee a garantire il rispetto dei citati limiti.
Operazioni di contrasto al trasferimento illecito di capitali
La terza direttrice operativa ha riguardato i controlli che hanno permesso di intercettare trasferimenti di somme di denaro contante sopra le soglie previste, nonché di individuare modalità sofisticate di occultamento del denaro attraverso l’utilizzo di doppifondi, bagagli modificati e nascondigli improvvisati. L’azione dei finanzieri si è rivelata particolarmente efficace nel contrasto ai fenomeni di esportazione illecita di capitali verso Paesi extra-UE, con particolare riferimento ai flussi diretti verso giurisdizioni caratterizzate da minore trasparenza finanziaria.
Le attività ispettive amministrative in tale comparto, condotte nell’ambito di 9 interventi con la verbalizzazione di circa 60 soggetti, hanno portato all’individuazione di somme oggetto di indebito trasferimento per un valore complessivo superiore ai 110 milioni di euro. cdn/AGIMEG

