ADM: sequestro di una nave da diporto del valore di oltre due milioni di euro per ipotesi di contrabbando

Nella giornata di ieri, i militari della Stazione navale della Guardia di Finanza di Napoli e il personale dell’Ufficio Antifrode regionale della Direzione territoriale Campania dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in esecuzione di un decreto emesso in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, hanno proceduto al sequestro preventivo di uno yacht di lusso battente bandiera estera, del valore stimato di circa 2.600.000 euro, ormeggiato nel porto di Torre Annunziata, in ordine al reato di contrabbando aggravato, previsto dagli artt. 77 e 88 del D.lgs. n.141/2024.

L’attività investigativa, svolta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha consentito di acquisire concreti indizi in ordine alla illecita permanenza dell’unità navale nel territorio doganale dell’Unione Europea, in violazione della normativa vigente in materia di ammissione temporanea, nonché relativi a ulteriori tipologie di reato a essa connessi.

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ADM, sequestro della nave per contrabbando: superato il termine dei 18 mesi

In particolare, gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato che l’imbarcazione, battente bandiera delle Isole Cayman, sarebbe rimasta nel territorio doganale unionale oltre il termine massimo (18 mesi) previsto dal regime di ammissione temporanea, senza che si procedesse alla riesportazione del bene ovvero alla sua regolarizzazione mediante il pagamento dei diritti di confine.

Secondo l’ipotesi investigativa, tale condotta avrebbe determinato l’indebita fruizione del regime agevolativo previsto dalla normativa doganale unionale, con conseguente evasione dei tributi gravanti sull’importazione dell’unità navale.

L’esito dell’attività investigativa evidenzia l’efficacia della sinergia tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sviluppata anche nell’ambito del Protocollo d’intesa vigente tra le due Amministrazioni, e conferma il costante impegno profuso nel contrasto ai fenomeni di frode doganale e fiscale, nella tutela delle risorse erariali nazionali e unionali e nel presidio della legalità economica.

Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari, il provvedimento cautelare reale è soggetto a convalida del GIP ed è suscettibile di essere impugnato dinanzi al Tribunale del Riesame. L’indagato, in forza del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, non può essere considerato colpevole sino a quando non sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna. fp/AGIMEG