Home Attualità ADM, Roma: sequestrati oltre 26.000 litri di carburante non conforme e sanzionate nove violazioni sui prezzi

ADM, Roma: sequestrati oltre 26.000 litri di carburante non conforme e sanzionate nove violazioni sui prezzi

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Il personale della Direzione territoriale Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Ufficio Antifrode Lazio, Ufficio Lazio1, Ufficio Lazio3 e Ufficio Laboratorio di Roma), in collaborazione con i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, ha portato a termine un ulteriore e ampio piano di interventi nel comparto della distribuzione stradale di carburanti per autotrazione nel territorio di Roma e provincia, finalizzato a contrastare le frodi fiscali, garantire la trasparenza dei prezzi e tutelare la sicurezza dei consumatori attraverso l’esecuzione di 68 controlli complessivi.

Nel primo filone d’intervento, incentrato sul contrasto alle frodi sulla qualità e quantità dei prodotti energetici, sono stati eseguiti accertamenti mirati sugli impianti ubicati a Roma, a Civitavecchia e a Frascati tramite l’impiego del laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, una vera e propria unità scientifica d’avanguardia che ha permesso di effettuare analisi chimiche in tempo reale.

Punto di infiammabilità del gasolio fuori norma: perché aumenta il rischio esplosione

Le analisi di laboratorio eseguite sui campioni di gasolio prelevati hanno evidenziato un punto di infiammabilità (flash point) inferiore al limite minimo di legge stabilito in circa 55°C, un’anomalia chimica che, oltre a poter causare malfunzionamenti ai motori e cali di rendimento, comporta rischi per la sicurezza nelle fasi di movimentazione del prodotto.

Un punto di infiammabilità inferiore alla soglia legale è, infatti, quasi sempre indicativo di una contaminazione o miscelazione fraudolenta, che avviene quando il gasolio è intenzionalmente “tagliato” con sostanze chimiche più volatili ed economiche — come solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina — per aumentarne il volume illegalmente ed eludere le accise. Un “flash point” così alterato trasforma il gasolio, che per natura è un combustibile relativamente sicuro da manipolare, in un liquido altamente infiammabile, generando un immediato rischio di esplosione o incendio durante il trasporto, lo stoccaggio nei serbatoi interrati e la stessa erogazione alla pompa. Inoltre, la presenza di componenti estranee e volatili altera la viscosità e la corretta combustione nel cilindro, provocando usura precoce degli iniettori e un netto aumento delle emissioni inquinanti nell’ambiente.

In un caso è stata rilevata la presenza di un tenore di zolfo all’interno del gasolio superiore di oltre il doppio rispetto ai limiti consentiti, con evidenti alterazioni chimico-fisiche del prodotto, potenzialmente rischioso per il normale funzionamento dei motori dei veicoli riforniti e per l’ambiente.Logo ADMLogo ADM

Frode sui carburanti e prezzi irregolari: maxi blitz di Guardia di Finanza e Dogane

Questa prima fase delle attività si è conclusa con il sequestro di oltre 26.100 litri di carburante non conforme e l’apposizione dei sigilli a quattro cisterne e ad altrettante pistole erogatrici, con il conseguente deferimento di due responsabili all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.

Parallelamente, il secondo filone operativo si è concentrato sulla regolarità delle tariffe e sulla trasparenza di mercato, dove i militari della Guardia di Finanza dei Gruppi di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio sono stati impegnati nell’esecuzione di 34 controlli specifici sulla disciplina dei prezzi nei confronti degli esercenti.

All’esito di questi accertamenti sono state riscontrate nove violazioni complessive, di cui cinque per mancata trasparenza dei prezzi esposti, una per irregolarità nella tenuta dei registri e tre per omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite l’apposita piattaforma informatica. Tale obbligo di comunicazione telematica è stabilito dalla legge proprio per assicurare la massima trasparenza del mercato e consentire ai consumatori un confronto chiaro e immediato delle tariffe, prevenendo potenziali manovre speculative alla pompa.

L’attività complessiva si inquadra nel costante dispositivo di vigilanza economica e finanziaria condotto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza per salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini, garantire il rispetto delle regole di leale concorrenza tra gli operatori del settore e delle norme a tutela dell’ambiente e dei consumatori. cdn/AGIMEG

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