Salvo Vullo, fondatore e amministratore delegato di Kogem, è intervenuto nel dibattito sulla regolamentazione italiana al SiGMA World 2026, soffermandosi sulle ricadute delle scelte normative sulle imprese del comparto e sul rischio di un’ulteriore espansione del gioco illegale.
“Non so quanti piccoli e medi concessionari sopravvivranno nei prossimi anni. Da un lato il settore viene visto negativamente, dall’altro rappresenta un bacino dal quale lo Stato attinge risorse. Vorrei sapere se chi ha deciso le novità della manovra abbia valutato l’impatto di queste regole, soprattutto sul gioco illegale. Quante opportunità si stanno creando per il mercato illegale? I portali di gioco legale sono circa 50, mentre nel 2025 sono stati inibiti migliaia di siti e ce ne sono ancora molti. Quanto favorirà ulteriormente questo fenomeno la manovra?
Quando ADM decise di sospendere i tavoli tecnici dopo la proroga, venne meno un momento di confronto costruttivo che mi auguro possa essere ripristinato. Spesso i quesiti posti dai concessionari non trovavano risposte immediate, ma quei tavoli erano fondamentali. Devono essere ripristinati e adottati in tutti gli ambiti. Solo così si può raggiungere un obiettivo comune.
L’interpretazione delle norme rappresenta ancora un grande problema. In tribunale, sulle stesse questioni, si registrano sentenze diverse a seconda delle Regioni. Questo è inammissibile. Finché ci saranno interpretazioni differenti, continueranno a esserci confusione e mancanza di tutela per il giocatore. C’è poi la tutela del concessionario. Devono essere chiare le modalità con cui vengono effettuati i controlli: un dubbio non può trasformarsi in una sanzione”, ha detto.
“Mi auguro che ci sia ancora tempo per intervenire e che la politica capisca che il settore non va condannato, perché rappresenta una risorsa. Serve un’azione di massa da parte della filiera, che arrivi fino alla politica. Ne abbiamo parlato anche con il MEF: o tuteliamo il gioco legale o lo debelliamo una volta per tutte. Non si può attingere alle casse del gioco e poi giudicarlo.
Serve chiarezza istituzionale. Spero che ci sia un partito disposto a rappresentare davvero il settore, mettendoci la faccia. Altrimenti il mercato finirà per rimanere nelle mani di pochi, senza tutelare le piccole e medie imprese che il Governo dichiarava invece di voler sostenere”, ha concluso. fp/AGIMEG










