Manovra 2027 e le misure sul gioco, AVS e M5S attaccano il Governo Meloni

Un vero e proprio regalo all’industria dell’azzardo a discapito delle fasce più deboli della popolazione. È questa la dura accusa lanciata da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. Al centro della polemica ci sono le norme contenute nella nuova legge di bilancio, definite dal parlamentare come un’autentica “vergogna per le istituzioni”.

Intervento sulle slot

La contestazione principale riguarda l’articolo 32 della manovra finanziaria, che interviene sul contributo straordinario da 500 milioni di euro imposto nel 2015 alla filiera delle slot. A distanza di undici anni, i concessionari risultano ancora debitori nei confronti dello Stato per una cifra pari a 89,5 milioni di euro.

Anziché riscuotere l’intero importo, l’esecutivo ha introdotto una misura che concede uno sconto fino al 20% sul debito e azzera completamente tutti gli interessi maturati in oltre un decennio. Secondo Bonelli, con questo provvedimento lo Stato “alza bandiera bianca”.

Proroghe senza gare

La sanatoria sui debiti non è l’unico intervento a favore del settore. Bonelli evidenzia un pacchetto articolato di misure inserite nella Manovra che spingono sull’espansione del gioco:

  • Raddoppio di puntate e vincite: la puntata massima alle slot sale da 1 a 2 euro, mentre la vincita massima passa da 100 a 200 euro.
  • Aumento delle giocate e nuove estrazioni: stimato un incremento del 30% dei volumi di gioco, accompagnato dall’introduzione di un’estrazione settimanale aggiuntiva per Lotto e Superenalotto.
  • Proroga delle concessioni al 2029: rinviate senza gara pubblica le scadenze per scommesse, slot machine, Bingo e Gratta e Vinci.
  • Mantenimento dei vecchi apparecchi: l’articolo 24 consente di mantenere in funzione le vecchie macchine da gioco versando un contributo una tantum di 1.000 euro.

Il contrasto con i tagli a pensioni e assistenza

Il deputato di AVS mette in rilievo la profonda disparità di trattamento riservata al settore del gioco rispetto ai cittadini e ai pensionati. Se ai concessionari vengono abbonati debiti e interessi, le politiche sociali ed economiche dell’esecutivo vanno nella direzione opposta:

  • Taglio alle pensioni: 14,2 miliardi di euro sottratti ai pensionati nell’arco di dieci anni attraverso il blocco e la riduzione della rivalutazione.
  • Fondi per la non autosufficienza: risorse per gli anziani non autosufficienti ridotte drasticamente, passando da 250 a 136 milioni di euro.

“A un pensionato nessuno condona un euro di interessi — conclude Bonelli —, mentre ai giganti dell’azzardo il governo concede sconti milionari. Questa è la vera rapina sociale del governo Meloni: un atteggiamento di forte durezza con i deboli e di estrema debolezza con i forti”.

L’attacco del Movimento Cinque Stelle

Al Governo Meloni viene contestata una linea economica che concede importanti agevolazioni agli operatori del settore del gioco, sollevando forti perplessità sulle priorità fiscali dell’esecutivo.

A sollevare la questione è Mario Turco, senatore e vicepresidente del Movimento 5 Stelle con delega alle Politiche economiche e fiscali, che parla di un vero e proprio “condono mascherato”.

Sconti sui debiti e rinuncia agli interessi: le misure della legge di Bilancio

Secondo quanto denunciato dal M5S, il testo della Manovra prevede una riduzione dei debiti pregressi per i concessionari che può raggiungere circa 18 milioni di euro. A questo intervento si affianca la scelta dello Stato di rinunciare agli interessi maturati nel tempo sui crediti vanti verso gli operatori

Le novità introdotte dalla misura economica non si fermano alla ristrutturazione dei debiti pregressi: aumento delle giocate e dei premi; fiscalità agevolata e proroghe; nuove estrazioni.

Un gettito da 950 milioni di euro nel 2027: il nodo della sostenibilità sociale

L’obiettivo finanziario dell’esecutivo è quello di ricavare circa 950 milioni di euro nel 2027 attraverso le nuove disposizioni sul gioco. Tuttavia, l’impiego del settore ludico come strumento di copertura per i conti pubblici incontra dure critiche per le sue possibili ricadute sociali.Manovra 2027 relazione tecnica sulle proroghe delle concessioni di gioco

La moltiplicazione delle occasioni di giocata, per il M5S, rischia di amplificare i fenomeni di ludopatia e sovraindebitamento, impattando in modo particolare sulle fasce di popolazione a basso reddito e in condizione di maggiore vulnerabilità.

Le richieste dell’opposizione: priorità a famiglie e contrasto alla ludopatia

Il senatore Mario Turco ha chiesto chiarimenti diretti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mettendo in evidenza la sproporzione tra i tagli all’assistenza sociale e le tutele accordate al settore dell’azzardo.

Secondo l’opposizione, la tutela della salute pubblica e la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo dovrebbero figurare tra le priorità delle istituzioni, evitando che la ricerca di gettito fiscale trasli il peso della manovra di bilancio sui cittadini più fragili.

Croatti (M5S): “Più azzardo, meno sanità e scuola, una catastrofica ricetta”

“Più azzardo, meno sanità e scuola: ecco la catastrofica ricetta con cui questa destra intende pagare i miliardi di investimenti per il riarmo”. Così in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che attacca l’esecutivo di Giorgia Meloni: “Il Paese sprofonda per colpa di un governo che, fin dal primo giorno, ha lavorato per difendere gli interessi dei grandi gruppi finanziari, dei signori dell’azzardo e delle armi”.

“Tra le misure dell’ultima manovra economica c’è una quinta estrazione settimanale per Lotto e Superenalotto: l’ennesima vergogna sulle spalle degli italiani. L’azzardopatia è una piaga terribile che in Italia coinvolge quasi due milioni di persone, con effetti sociosanitari drammatici. Un inferno per tante famiglie, che colpisce soprattutto le persone più fragili e vulnerabili.

Nel 2025 la raccolta del gioco d’azzardo in Italia ha toccato i 164 miliardi di euro, e l’80% di questa cifra proviene da persone con un disturbo da gioco. È la seconda industria non produttiva del Paese: allo Stato porta 13 miliardi di entrate, ma i suoi costi sono incalcolabili. Il governo Meloni non è soltanto il più longevo della storia repubblicana, ma anche il più biscazziere”, ha concluso. cdn/AGIMEG