SBC Summit Europe: gioco regolamentato in Europa, cinque fattori per un mercato di successo

Canalizzazione, tutela dei consumatori, concorrenza, fiscalità e innovazione. Sono questi i cinque elementi fondamentali per definire il successo di un mercato regolamentato del gioco, secondo l’analisi pubblicata in vista dell’SBC Summit Europe 2027. La sfida per i regolatori europei è trovare un equilibrio tra questi fattori, senza compromettere la competitività del mercato legale.

Il primo indicatore è il tasso di canalizzazione, ovvero la quota di gioco che si svolge attraverso operatori autorizzati. La Svezia, dopo aver introdotto il sistema di licenze nel 2019, è passata da una percentuale inferiore al 50% all’84% nel 2025. Nei Paesi Bassi, invece, emerge una differenza significativa: nella seconda metà del 2025 il 91% dei giocatori utilizzava esclusivamente operatori legali, ma questi rappresentavano soltanto il 53% delle perdite complessive. Un dato che dimostra come la presenza di pochi utenti sulle piattaforme illegali possa incidere in maniera sproporzionata sul volume economico del mercato non autorizzato.

Un secondo elemento riguarda la protezione dei consumatori. In Europa si stanno diffondendo strumenti come autoesclusione, limiti di deposito e spesa e sistemi di monitoraggio. In Danimarca, gli iscritti al registro ROFUS sono passati da 1.456 nel 2012 a oltre 73.500 nell’agosto 2026. Nei Paesi Bassi, invece, le perdite mensili medie dei giocatori sono diminuite da 146 a 119 euro dopo l’introduzione di controlli finanziari più rigorosi. La difficoltà consiste nell’applicare misure efficaci senza rendere il mercato legale meno attrattivo rispetto alle piattaforme offshore.

La concorrenza rappresenta un altro fattore determinante. Paesi come Italia, Spagna, Danimarca, Svezia e Regno Unito consentono la presenza di più operatori privati autorizzati, mentre altri adottano modelli misti o mantengono monopoli in specifici segmenti. La Finlandia, ad esempio, si prepara ad abbandonare il proprio storico monopolio per aprire alla concorrenza nel gioco online da luglio 2027. Tuttavia, costi delle licenze, tassazione e restrizioni normative possono condizionare l’interesse degli operatori a entrare in un mercato.

Anche la fiscalità richiede un equilibrio. Le aliquote variano sensibilmente in Europa: il 28% del GGR in Danimarca, il 20% in Spagna e il 40% per il gioco da remoto nel Regno Unito, dove dal 2027 è prevista un’aliquota del 25% per la maggior parte delle scommesse online. L’obiettivo è garantire entrate pubbliche senza comprimere eccessivamente i margini degli operatori, riducendo investimenti e competitività.

SBC Summit

Infine, secondo l’analisi di SBC Summit Europe, la capacità di innovazione è sempre più importante. Blockchain, criptovalute e mercati di previsione pongono nuove sfide ai regolatori. La Francia ha avviato nel 2026 una sperimentazione triennale per i giochi con oggetti digitali monetizzabili, mentre il Regno Unito ha chiarito che i mercati di previsione riconducibili legalmente al gioco devono essere autorizzati e regolamentati come tali. Malta ha invece trasformato in una politica permanente la possibilità per gli operatori autorizzati di utilizzare cripto-attività e tecnologie basate su registri distribuiti.

In conclusione, stando alla pubblicazione di SBC, non esiste un modello unico di mercato regolamentato di successo. La sfida per i Paesi europei è conciliare protezione dei giocatori, canalizzazione, concorrenza, sostenibilità fiscale e innovazione, mantenendo un’offerta legale sufficientemente competitiva da contrastare il mercato illegale. lb/AGIMEG