Slot e Vlt, inchiesta a Bari: chiesto processo per 102 persone, contestato anche il reato di riciclaggio

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di 102 persone al termine di un’inchiesta su un presunto sistema di controllo di sale giochi e videolottery riconducibile ai clan Diomede e Mercante. Secondo gli inquirenti, le attività sarebbero state utilizzate per riciclare denaro di origine illecita. Come riferisce Il Quotidiano di Bari, il meccanismo avrebbe coinvolto pregiudicati, imprenditori e professionisti del capoluogo pugliese, con il presunto supporto di un commercialista.

La compravendita dei ticket vincenti

Uno degli aspetti centrali dell’impianto accusatorio riguarda l’acquisto di tagliandi vincenti da giocatori che li avevano ottenuti regolarmente. I ticket sarebbero stati ceduti dietro pagamento e poi intestati a persone appartenenti o vicine ai clan.

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Attraverso questo passaggio, secondo la ricostruzione della Procura, le vincite avrebbero fornito una giustificazione apparentemente lecita alla disponibilità di denaro proveniente da attività criminali, consentendo di occultarne l’origine.

Udienza preliminare il 9 dicembre

Le contestazioni comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e violenza privata, con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a peculato, bancarotta fraudolenta e reati tributari.

L’indagine aveva già portato all’arresto di 20 persone nel luglio scorso. L’udienza preliminare, durante la quale sarà esaminata la richiesta di rinvio a giudizio, è stata fissata per il 9 dicembre nell’aula della Corte d’Assise di Bari. lp/AGIMEG