La NBA accelera sulla regolamentazione del mercato delle scommesse sportive. In un accordo siglato con i principali bookmaker autorizzati, la lega basket ha disposto il divieto assoluto su alcune tipologie di puntate, ritenute particolarmente vulnerabili a tentativi di manipolazione e frode.
Al centro del provvedimento ci sono le giocate definite come “a bassa probabilità e alto rendimento”. Si tratta di mercati di nicchia che in passato sono finiti nel mirino della giustizia sportiva e ordinaria.
Scommesse vietate: cosa cambia per gli scommettitori
Le nuove restrizioni mirano a eliminare specifici tipi di puntata che offrivano un margine esagerato di rischio per l’integrità delle partite. Gli scommettitori non potranno giocare l”under’ sulle statistiche dei cestisti con meno di 12 minuti in campo – che in passato aveva portato i giocatori a fingere infortuni per farle andare in porto – e nemmeno sulle vittorie della palla a due e sui tiri mancati da parte di alcune categorie di atleti.
Queste decisioni arrivano in seguito i recenti scandali betting che hanno scosso il mondo NBA, coinvolgendo nomi come Jontay Porter e Terry Rozier.
L’equilibrio tra mercato legale e illegale
L’obiettivo della NBA non è azzerare il betting, ma renderlo trasparente e tracciabile, evitando di spingere gli appassionati verso i circuiti clandestini.
“C’è un equilibrio delicato tra la necessità di eliminare le tipologie di scommesse problematiche e quella di evitare che l’attività si sposti semplicemente nel mercato illegale”, ha spiegato ai media americani Scott Kaufman-Ross, vicepresidente esecutivo della NBA. cdn/AGIMEG










