Nel periodo caratterizzato dall’intensificarsi dei flussi di viaggiatori, l’attività di controllo sulla movimentazione transfrontaliera di denaro contante assume particolare rilievo. Tra maggio e settembre 2026, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e i militari del Gruppo di Malpensa della Guardia di Finanza hanno intercettato, presso l’Aeroporto Internazionale di Malpensa, oltre 13,7 milioni di euro in valuta non dichiarata. Il dato si aggiunge agli oltre 6 milioni di euro di valuta intercettata nello scalo tra gennaio e marzo 2026.
Nel periodo considerato sono state accertate oltre mille violazioni, di cui più della metà nei soli mesi di luglio e agosto. L’attività di controllo si è avvalsa di un’attenta analisi dei rischi, focalizzata in particolare sui flussi da e verso aree sensibili e supportata dall’impiego di tecnologie avanzate.
I flussi hanno riguardato sia cittadine e cittadini italiani che persone di nazionalità estera, prevalentemente residenti o domiciliate in Italia, con flussi diretti principalmente verso Egitto, Penisola Arabica, Cina e Paesi balcanici dell’Europa orientale. Nella quasi totalità dei casi, la violazione ha riguardato l’omessa dichiarazione di somme trasportate al seguito eccedenti la soglia prevista dalla legge, pari a 10.000 euro.
Diversi gli stratagemmi utilizzati per occultare il denaro contante tra gli effetti personali o sulla persona. Particolarmente utili, in questi casi, il supporto del cash dog “Yoltan”, pastore tedesco della Guardia di Finanza addestrato a riconoscere l’odore delle banconote anche a distanza, e l’impiego dello scanner per il controllo dei bagagli, in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’azione congiunta delle due Amministrazioni ha consentito l’incasso immediato di circa 880 mila euro mediante il ricorso all’istituto dell’oblazione introdotto dal D.lgs. n. 211/2024, entrato in vigore il 17 gennaio 2025. La normativa prevede la possibilità di definire immediatamente la violazione mediante il versamento di una somma pari al 15% dell’eccedenza rispetto alla soglia consentita, per importi fino a 10.000 euro, e del 30% qualora l’eccedenza non superi i 40.000 euro.
In altri 52 casi, caratterizzati da maggiore rilevanza sotto il profilo quantitativo, si è proceduto al sequestro amministrativo delle somme, per un importo complessivo di circa 365 mila euro. I dati registrati evidenziano la rilevanza dello scalo varesino nell’ambito dei controlli sulla movimentazione transfrontaliera di valuta.
L’attività di accertamento degli illeciti amministrativi valutari si inserisce in un più ampio sistema di prevenzione e contrasto delle violazioni relative al trasferimento transfrontaliero di denaro contante e titoli di credito.
L’attività di controllo prosegue anche successivamente all’accertamento della violazione, attraverso l’avvio di approfondimenti finalizzati a verificare la legittima provenienza delle somme. cdn/AGIMEG










