Bilancio Ue 2028-2034, il Parlamento europeo torna a chiedere un prelievo sul gioco online

Il Parlamento europeo ribadisce la richiesta di un bilancio Ue 2028-2034 ambizioso, sostenuto anche da nuove entrate per il bilancio comune, tra le quali compare un prelievo sul gioco online. La posizione è stata riaffermata mercoledì mattina in plenaria, nel dibattito con i rappresentanti della Commissione e del Consiglio sugli ultimi sviluppi del negoziato sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP).

Bilancio Ue, nella posizione del Parlamento europeo anche il prelievo sul gioco online

Nella sua posizione il Parlamento chiede un aumento di circa il 10% rispetto alla proposta presentata dalla Commissione a luglio 2025, per sostenere priorità come difesa e sicurezza, competitività, coesione e agricoltura.

Per alleggerire il peso dei contributi versati dagli Stati membri, gli eurodeputati hanno proposto anche nuove fonti di entrata per il bilancio comune: un prelievo sul gioco online, un prelievo sui servizi digitali, l’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e un prelievo sulle plusvalenze da cripto-attività.

Gli eurodeputati vogliono un bilancio solido e realistico, orientato al futuro e all’altezza delle ambizioni dell’Unione. Hanno inoltre insistito su un bilancio che porti benefici ai cittadini, riduca le disuguaglianze e garantisca risorse adeguate alle politiche chiave, tra cui agricoltura, fondi regionali, coesione e politiche sociali. Diversi interventi hanno sollevato anche il tema di come vengono spese le risorse europee, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza e responsabilità.

Unione Europea

Negoziato sul bilancio Ue, l’Eurocamera respinge l’ipotesi di tagli

A ribadire il no a un bilancio al ribasso è stato il correlatore del Parlamento sul QFP Siegfried Mureşan (PPE, Romania): “Qualsiasi taglio al bilancio, che indebolirebbe l’Europa negli anni a venire, non costituirà una base per il consenso del Parlamento. Quest’Aula non approverà un bilancio che non ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi o che comprometta la nostra capacità di reagire in caso di crisi o di sviluppi imprevisti”.

Mureşan ha ricordato che la Commissione ha proposto per il periodo 2028-2034 un bilancio allo stesso livello di quello attuale 2021-2027, nonostante le sfide crescenti. La proposta vale l’1,15% del reddito nazionale lordo degli Stati membri, mentre l’attuale QFP, al momento della presentazione, ne rappresentava l’1,14%. “Qualsiasi ulteriore riduzione al di sotto della proposta della Commissione indebolirebbe l’Europa”, ha insistito. Il correlatore ha poi sottolineato che negli ultimi sette anni i bilanci nazionali sono cresciuti del 68% in termini assoluti, mentre quello dell’Ue non ha tenuto il passo: l’idea di un bilancio europeo in continua espansione, ha osservato, non corrisponde alla realtà.

Per l’altra correlatrice, Carla Tavares (S&D, Portogallo), “non abbiamo più a che fare con crisi temporanee, ma con sfide strutturali”, alle quali serve una risposta “altrettanto strutturale e ambiziosa”. “Non chiediamo ‘più soldi’. Chiediamo risorse all’altezza delle responsabilità affidate all’Ue”, ha spiegato. Davanti a chi nel Consiglio chiede un bilancio più ridotto e respinge nuove risorse proprie, Tavares ha parlato di “un’Europa di prima classe con un bilancio di seconda classe”, aggiungendo: “Questa non è ambizione, è una contraddizione! E finirà per danneggiare i cittadini europei”.

Il ministro irlandese per gli Affari europei Thomas Byrne ha confermato che la presidenza irlandese del Consiglio presenterà sabato 10 ottobre la bozza della posizione negoziale degli Stati membri: “Il nostro obiettivo è avvicinare di un passo l’accordo”, ha detto, aggiungendo che “trovare un equilibrio comporta decisioni difficili”. La precedente bozza della presidenza cipriota prevedeva un taglio del 2% rispetto alla proposta della Commissione.

Il commissario al Bilancio, antifrode e pubblica amministrazione Piotr Serafin ha osservato che “alcune capitali continuano a guardare al bilancio dell’Ue come i contabili guardano ai propri conti: quanto verso e quanto ricevo. Questo approccio era sbagliato in passato, ma con il nostro bilancio moderno è del tutto infondato”. Secondo Serafin, il bilancio europeo affronta sfide comuni che un singolo Stato membro non potrebbe gestire da solo, o che gli costerebbero molto di più.

Per l’adozione del bilancio pluriennale servono l’unanimità in Consiglio e il consenso del Parlamento a maggioranza assoluta dei suoi membri. Oltre il 93% del bilancio Ue finanzia direttamente programmi a sostegno di persone e progetti negli Stati membri, mentre meno del 7% è destinato all’amministrazione. fp/AGIMEG