Nel 2025 il settore del Gioco Pubblico si conferma un pilastro per l’economia italiana, con un valore generato di 28 miliardi di euro e un gettito erariale di 11,5 miliardi. Il nuovo Bilancio di Sostenibilità di Acadi evidenzia la forte espansione del canale digitale, il ruolo cruciale della rete fisica per la legalità e la sfida del contrasto al mercato illegale.
I numeri chiave del settore: PIL, gettito ed occupazione
I dati delineano un comparto con un impatto economico e occupazionale di prim’ordine per l’Italia.
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Valore generato complessivo: oltre 28 miliardi di euro (pari a circa l’1,24% del PIL nazionale), tra effetti diretti, indiretti e indotti.
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Spesa degli utenti: 21,7 miliardi di euro.
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Gettito per l’Erario: 11,5 miliardi di euro derivanti da attività di gioco e vincite.
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Occupazione e imprese: circa 60.000 imprese coinvolte lungo la filiera e 145.000 posti di lavoro garantiti da oltre 260 concessioni.
Retail vs Online: il ribaltamento dei consumi e il nodo fiscale
L’analisi mostra una profonda trasformazione nelle abitudini dei giocatori, con un netto travaso di volumi dal canale fisico a quello digitale.
Il primato della rete fisica per l’Erario
Nonostante la spinta del digitale, il canale retail si conferma indispensabile per le casse dello Stato e il presidio sociale del territorio:
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Spesa retail: 16,1 miliardi di euro.
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Gettito erariale da rete fisica: oltre 10 miliardi di euro.
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Impatto della rete: coinvolge circa 56.000 imprese, oltre 85.000 punti vendita e 135.000 lavoratori, per un PIL diretto di 6,2 miliardi.
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Gli apparecchi da intrattenimento: la sola componente AWP/VLT genera 7,8 miliardi di spesa e 5 miliardi di gettito, impiegando direttamente e indirettamente oltre 100.000 persone su 47.000 punti vendita.
L’esplosione del gioco online
Il canale online ha raggiunto la leadership assoluta per volumi di gioco movimentati:
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Raccolta online: 100,9 miliardi di euro (su un totale nazionale di 165,4 miliardi).
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Spesa effettiva online: 5,7 miliardi di euro.
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Contributo fiscale: l’online rappresenta il 61% delle somme giocate ma solo il 14% dei prelievi erariali e il 26% della spesa. Al contrario, la rete fisica generalista garantisce il 58% del gettito statale a fronte del 47% della spesa.
L’allarme gioco illegale: un mercato sommerso da 30 miliardi
Il report richiama uno studio econometrico che quantifica la portata dell’offerta illegale in Italia: la raccolta sommersa è stimata in circa 29,8 miliardi di euro, concentrata per oltre l’85% sul canale online non autorizzato.
I circuiti clandestini sfruttano piattaforme estere, criptovalute, bot automatizzati e social network per eludere i controlli. In questo contesto, gli esperti sottolineano che la contrazione dell’offerta legale non abbatte il fenomeno del gioco, ma rischia di spingere gli utenti verso il circuito criminale. Il sistema concessorio autorizzato rimane la prima linea di difesa per garantire la tracciabilità dei flussi, la prevenzione del riciclaggio e il blocco dell’accesso ai minori.
Regolazione, IA e tutela del giocatore: le novità del 2025
L’attuazione del riordino del gioco online nel 2025 ha introdotto standard di sicurezza elevati:
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Intelligenza Artificiale e sistemi predittivi: l’innovazione tecnologica diventa uno strumento di tutela sociale. L’analisi dei dati e gli algoritmi predittivi permettono oggi un early warning (allerta precoce) sul gioco problematico, superando i tradizionali limiti geografici o orari.
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Protezione mirata: agli strumenti di autoesclusione e autolimitazione si affiancano protocolli avanzati di profilazione del rischio e monitoraggio dei comportamenti in tempo reale.
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Formazione del personale: la rete fisica viene formata costantemente come presidio territoriale per la prevenzione delle dipendenze e il contrasto all’illegalità.
La strategia ESG e la nodosa “Questione Territoriale”
Il Bilancio 2025 approfondisce il concetto di doppia materialità, analizzando sia l’impatto del settore su ambiente e società, sia i rischi di sostenibilità per le imprese del comparto.
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Sociale e Governance: si registrano alta stabilità occupazionale, ampia presenza femminile, l’adozione diffusa del D.Lgs. 231/01, codici etici, rating di legalità e pratiche di whistleblowing. Il settore sostiene inoltre il Terzo Settore e la riqualificazione urbana nell’ottica dell’Agenda ONU 2030.
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Ambiente: crescono gli investimenti in efficienza energetica, energia rinnovabile, monitoraggio delle emissioni (Scope 1, 2 e 3), dematerializzazione dei processi e gestione dei RAEE.
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Nodo Riordino Rete Fisica: rimane aperta la complessa questione territoriale. La frammentazione delle normative locali su distanziometri e orari di apertura crea disomogeneità e instabilità operativa. Il documento auspica un riordino organico e nazionale del settore retail per salvaguardare la salute pubblica, i posti di lavoro e il gettito erariale.
QUI il documento integrale. cdn/AGIMEG









