Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media: gli interventi del convegno alla Milano Digital Week

Il settore del gioco sta attraversando una profonda trasformazione radicale: lo spazio fisico cede sempre più il passo alle piattaforme digitali e agli smartphone, ponendo nuove e complesse sfide sul fronte della prevenzione delle dipendenze, della responsabilità algoritmica e del ruolo dei media. Per analizzare questo fenomeno, il Corecom Lombardia ha promosso nella giornata odierna il convegno intitolato “Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media”, inserito all’interno del palinsesto della Milano Digital Week.

Il programma: due sessioni tra regolamentazione e governance algoritmica

Il dibattito, moderato dal presidente del Corecom Lombardia Cesare Gariboldi, ha visto la partecipazione di esperti del mondo giuridico, tecnologico, della comunicazione e dell’impresa. Al centro del confronto l’analisi dei meccanismi con cui gli algoritmi influenzano i comportamenti degli utenti e l’individuazione delle responsabilità in capo alle grandi piattaforme web.

I lavori si sono articolati in due sezioni principali:

  1. Normative e media locali: un focus mirato sulle regole del gioco online e sul contributo strategico dell’informazione locale nel contrasto alla ludopatia.
  2. Dal gioco tradizionale al digitale: un approfondimento dedicato alla transizione verso il betting online e alle dinamiche di governance algoritmica.

Relatori e saluti istituzionali

L’evento ha visto un’ampia partecipazione istituzionale e di settore. I saluti di apertura sono stati affidati a Federico Romani (Presidente del Consiglio regionale) e a Ruggero Invernizzi (Sottosegretario regionale). Anche gli interventi di Attilio Fontana (Presidente della Regione Lombardia), Massimiliano Capitanio (Commissario AGCOM) e Massimo Garavaglia (Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato).

Ludopatia digitale e responsabilità algoritmica: Regione Lombardia per la prevenzione

A dare il via ai lavori è stato un messaggio del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha evidenziato come la trasformazione digitale richieda nuove tutele per la salute pubblica e una forte sinergia tra le istituzioni e il tessuto sociale.

Fontana ha ribadito l’impegno costante delle istituzioni lombarde sul fronte della prevenzione e del contrasto alle ludopatie, richiamando l’esperienza positiva della recente Conferenza regionale dedicata alla materia.

Le sfide future: algoritmi, informazione ed enti locali

L’incontro ha messo in luce come la sfida della ludopatia digitale non si combatta solo attraverso azioni cliniche o repressive, ma mediante un’azione di sistema che coinvolga:

  • Responsabilità algoritmica: Analisi dei meccanismi di profilazione e ingaggio utilizzati dalle piattaforme di gioco online per prevenire comportamenti a rischio.
  • Ruolo dei media: Promozione di un’informazione consapevole, etica e trasparente, in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica.
  • Integrazione sociosanitaria ed enti locali: Consolidamento della rete territoriale tra ATS, ASST, Comuni e Terzo Settore per la presa in carico precoce e il supporto alle famiglie.

L’approccio multilivello promosso da Regione Lombardia intende così costruire risposte efficaci ed evolutive per affrontare le complessità emergenti del gioco d’azzardo digitale.

Ludopatia digitale e giovani: AGCOM alla Milano Digital Week

Ha preso parte all’evento anche Massimiliano Capitanio, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

Durante il suo intervento, Capitanio ha richiamato l’evoluzione normativa partendo dal divieto di pubblicità del gioco introdotto dal Decreto Dignità nel 2018 e dalle successive linee guida AGCOM, concepite per bilanciare la tutela degli utenti con il diritto all’informazione.

Un focus centrale riguarda l’obbligo per i concessionari di destinare fino a un milione di euro a campagne sul gioco responsabile. Su questo punto l’Autorità vigila con attenzione.

Oltre il casinò online: il rischio tra videogiochi, influencer e microtransazioni

La ludopatia digitale oggi non si limita a scommesse o casinò tradizionali. Il perimetro del rischio si è allargato a contesti d’uso quotidiano per i ragazzi:

  • Incentivi da parte dei creator: sollecitazioni dirette da parte degli influencer.
  • Meccanismi nei videogiochi: acquisto di contenuti e prodotti digitali tramite dinamiche psicologiche che possono innescare comportamenti compulsivi.

Prevenzione, parental control e sanzioni per la filiera digitale

Per contrastare il fenomeno, il commissario AGCOM indica una strategia basata su tre pilastri fondamentali:

  1. Educazione digitale a scuola: inserire la consapevolezza sui rischi digitali all’interno dei percorsi di educazione civica fin dai primi anni scolastici.
  2. Ruolo delle famiglie: utilizzo attivo dei sistemi di parental control per bloccare l’accesso dei minori a piattaforme e contenuti inappropriati.
  3. Rigore sanzionatorio: interventi diretti dell’AGCOM contro tutti i soggetti della filiera, compresi grandi piattaforme e singoli influencer.

Gioco responsabile e azzardo digitale: la ricetta di Garavaglia per battere la ludopatia

Il dibattito sul gioco responsabile richiede un cambio di paradigma urgente: superare le categorie del passato e distinguere con chiarezza tra offerta fisica e digitale. È questo il messaggio centrale lanciato dal senatore Massimo Garavaglia (Lega), presidente della 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro a Palazzo Madama, durante il suo intervento.

La critica al termine “ludopatia” e la differenza tra fisico e online

In apertura di discorso, Garavaglia ha subito messo in discussione la stessa definizione di “ludopatia”, invitando le istituzioni a superare un approccio indistinto al fenomeno.

La distinzione primaria riguarda la natura del canale di gioco:

  • Gioco fisico: la presenza sul territorio degli operatori garantisce un primo livello di controllo sociale naturale.
  • Gioco online: la fruizione avviene in solitudine, priva dei freni relazionali tipici delle sale fisiche.

Per questo motivo, la regolamentazione dell’online richiede il pieno coinvolgimento degli enti territoriali, ai quali — propone Garavaglia — andrebbe destinata una quota del gettito fiscale generato dal settore per renderli parte attiva nella gestione del fenomeno.

Intelligenza Artificiale e il principio della responsabilità “by design”

Sebbene l’Unione Europea stia portando avanti un’intensa attività di regolamentazione sul fronte delle nuove tecnologie, la complessità degli algoritmi rende insufficiente la sola tutela pubblica o legislativa.

La soluzione va quindi ricercata nella responsabilità degli operatori attraverso il principio della tutela “by design”: le piattaforme digitali devono essere progettate fin dall’origine con sistemi automatici di salvaguardia.

Il ruolo dell’informazione e dei media per la trasparenza

L’adozione di strumenti tecnologici di autotutela non basta se il pubblico ne ignora l’esistenza. Garavaglia ha rimarcato il ruolo strategico dei media di informazione, chiamati a garantire la massima trasparenza e a far conoscere agli utenti le differenze tra le diverse offerte e le tutele disponibili in un settore dove la chiarezza è, per sua natura, complessa.

Gioco d’azzardo e media locali: il divieto di pubblicità pesa sui ricavi, ma la prevenzione passa dalle TV di territorioludopatia dipendenze patologiche

Il divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazione sul gioco continua a far sentire i suoi effetti sul bilancio delle emittenti locali. Tuttavia, le radio e TV del territorio possono trasformarsi in un presidio fondamentale per l’informazione consapevole e la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo (DGA).

A evidenziarlo è stato Simone Franchi (Confindustria Radio Tv Locali – Mediapason) che ha tracciato un quadro dettagliato sulle criticità e sulle prospettive del settore.

L’impatto del divieto di pubblicità sui ricavi delle TV locali

L’entrata in vigore delle restrizioni promozionali ha ridisegnato il rapporto commerciale tra la filiera del gioco pubblico e i media territoriali. Sebbene la priorità rimanga la tutela dei soggetti fragili e delle famiglie — principio pienamente condiviso dalle emittenti —, le ricadute economiche sono state immediate.

Questo calo di introiti si inserisce in una congiuntura già complessa per il settore radiotelevisivo locale, segnato dalla transizione digitale e dalla migrazione dei budget pubblicitari verso i colossi del web e i social network.

Incertezza normativa e il rischio di “autocensura”

Un aspetto critico emerso durante il dibattito riguarda la gestione dell’informazione consentita. La legge vigente permette infatti la diffusione di contenuti puramente informativi, quali:

  • Spiegazione delle modalità di gioco e dati tecnici;
  • Indicazione dei punti vendita fisici e delle piattaforme online legali;
  • Campagne istituzionali sul gioco responsabile e sulla prevenzione della dipendenza.

Nonostante queste aperture, l’ampiezza delle sanzioni previste genera spesso un effetto deterrente. Il timore di incorrere in sanzioni spinge diverse emittenti a rinunciare anche alla messa in onda di campagne legittime, ha sottolineato Franchi.

Una nuova sinergia per il gioco responsabile

Nonostante la perdita di una voce primaria di ricavo, la rete capillare delle emittenti locali rappresenta una risorsa strategica non ancora pienamente valorizzata. La vicinanza al pubblico e il forte legame con le comunità locali rendono le TV e le radio di territorio i partner ideali per veicolare messaggi di sensibilizzazione e contrasto alla ludopatia.

La costruzione di un nuovo modello di collaborazione tra istituzioni, concessionari legali e media territoriali potrebbe definire uno standard più efficace per la prevenzione, coniugando legalità, tutela della salute pubblica e corretta informazione.

Gioco pubblico, Imma Romano (ACADI): “Basta contrapporre fisico e online, serve una tutela unica per il giocatore”

Superare la logica del “fisico buono e online negativo” per costruire un sistema di protezione omogeneo attorno a un unico consumatore, indipendentemente dal canale che sceglie di utilizzare. È questo il cuore del messaggio lanciato da Imma Romano, rappresentante di ACADI – EGP-FIPE.

Il settore del gioco pubblico si trova oggi a un punto di svolta: da un lato la rapida espansione del digitale, dall’altro un comparto terrestre in forte sofferenza, frenato da restrizioni territoriali e da un riordino normativo a metà.

Tecnologia e algoritmi al servizio della prevenzione

Nel dibattito attuale, il canale fisico viene spesso penalizzato rispetto a quello digitale. Tuttavia, secondo la linea espressa da ACADI, la priorità dev’essere l’omogeneità delle tutele per l’utente, che frequenta sia i punti vendita sia le piattaforme online.

La svolta passa proprio dall’uso etico dell’innovazione tecnologica. Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale non devono servire unicamente a profilare la clientela o a promuovere prodotti, ma possono trasformarsi in strumenti di prevenzione predittiva:

  • Limiti personalizzati: Integrazione di funzioni di autolimitazione su tempi e spesa anche negli apparecchi di gioco fisici collegati a reti centralizzate.
  • Monitoraggio dei comportamenti: Utilizzo di sistemi predittivi per intercettare precocemente pattern di gioco a rischio.
  • Tutele calibrate sul prodotto: Adattamento degli strumenti di controllo alle caratteristiche concrete dei canali.

Il nodo del riordino normativo e l’allarme occupazione

Un tema cruciale emerso durante l’evento riguarda la diversa velocità della riforma del gioco pubblico. Se per l’online il quadro di regole e la gestione delle nuove concessioni sono già definiti, la rete terrestre continua a rimanere in attesa di un riordino complessivo.

Questa stasi ha generato negli anni un vero e proprio cortocircuito istituzionale tra Stato centrale ed enti locali, con pesanti ricadute su occupazione, presidio di legalità sul territorio ed equilibrio economico.

Per evitare la dispersione delle imprese e la perdita di figure professionali sempre più specializzate, ACADI evidenzia l’urgenza di misure ponte:

  1. Gestione sostenibile delle proroghe: Evitare che i costi concessori provvisori compromettano l’operatività prima del riordino definitivo.
  2. Sperimentazione sugli apparecchi: Verificare gli impatti operativi ed economici di revisioni su payout e tassazione per restituire competitività al punto fisico rispetto all’online.
  3. Formazione continua: Valorizzare il personale della rete terrestre come presidio umano di legalità e sicurezza.

Verso una regia istituzionale per la comunicazione responsabile

Sull’efficacia dei messaggi dedicati al gioco responsabile, l’intervento ha aperto a una proposta di rottura: superare la comunicazione promossa dai singoli marchi commerciali, spesso accolta con diffidenza dal pubblico.

L’ipotesi avanzata è quella di istituire una piattaforma unitaria a regia pubblica, coordinata insieme alle competenze istituzionali che riguardano salute, finanze e sicurezza e ai media nazionali e locali. Un modello in cui le aziende sono pronte a mettere da parte i propri loghi per favorire campagne istituzionali più efficaci e credibili.

Il riequilibrio del comparto non rappresenta dunque un ritorno al passato, ma la creazione di un ecosistema in cui innovazione tecnologica, sostenibilità aziendale e tutela del consumatore procedano alla stessa velocità. lp/AGIMEG