Il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i Finanzieri del II Gruppo Bari hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto al contrabbando, procedendo al sequestro, presso il porto di Bari, di un ingente quantitativo di merce di origine cinese introdotta illecitamente nel territorio nazionale attraverso la Grecia.
L’attività ha consentito di sottoporre a sequestro circa 50.000 pezzi di merce (calzature, elementi decorativi, accessori per la telefonia e indumenti di vario genere) con un valore di mercato stimato di oltre 340.000 euro, destinata a essere immessa in commercio sul territorio nazionale. È stata, inoltre, accertata un’evasione di diritti di confine, tra dazi e IVA, pari a circa 126.000 euro.
Nel dettaglio, il mezzo di trasporto, unitamente al relativo carico, è stato individuato e sottoposto ad approfonditi controlli grazie all’attività di analisi dei rischi svolta quotidianamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza. All’esito dell’esame della documentazione di accompagnamento esibita dall’autista, dei primi riscontri fisici sulla merce e della verifica del corretto espletamento delle formalità doganali, è stata accertata l’irregolare introduzione della merce nel territorio dell’Unione Europea, in violazione della vigente normativa doganale. Conseguentemente, la merce è stata sottoposta a sequestro e l’importatore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di contrabbando.
Presidio doganale a Bari: ADM e Guardia di Finanza insieme contro i reati finanziari
L’operazione costituisce un ulteriore significativo risultato dell’azione di contrasto svolta congiuntamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalle Fiamme Gialle baresi, in attuazione del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra i vertici delle due Amministrazioni, finalizzato a rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto alle frodi, al contrabbando e alle violazioni in materia doganale. Tutto ciò si inserisce in una più ampia strategia di presidio degli spazi doganali e di tutela della legalità economica e finanziaria, volta a salvaguardare le risorse dell’Unione Europea e dello Stato a tutela degli operatori economici che agiscono nel rispetto della legge.
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, le ipotesi di accusa dovranno essere valutate ed eventualmente trovare conferma nella fase processuale, con il contributo della difesa, dovendosi presumere l’innocenza degli indagati sino all’irrevocabilità dell’eventuale sentenza di condanna. cdn/AGIMEG










