Il senatore Luca Pirondini (M5S), durante le audizioni al Senato sulla riforma del calcio italiano, ha aperto una riflessione sull’impatto del possibile ritorno della pubblicità delle scommesse sportive, mettendo a confronto il beneficio economico per le società con i costi sociali che ne deriverebbero.
Calcio, ripristino pubblicità del gioco al centro dell’intervento di Pirondini (M5S)
“Tutti volevano ripristinare la pubblicità sul gioco d’azzardo. E’ un tema che nel nostro disegno di legge abbiamo inserito, nel non proibire che le persone possano scommettere, noi non siamo proibizionisti, ma nell’evitare che durante una partita di calcio vi venga chiesto 4 milioni di volte di scommettere”, ha sottolineato.
“Da quando apro l’app. Se io guardo una partita con mio figlio e apro l’app, la prima cosa che vede mio figlio di otto anni è l’idea della scommessa. Questa cosa è, per quanto riguarda me, un po’ patologica.
Soprattutto nel momento in cui tutti ci chiedono di reinserire la pubblicità del gioco d’azzardo, che di fatto con una manovra dell’AGCOM, secondo me molto discutibile, è già stato di fatto reintrodotto, per un ammanco che è stato stimato un po’ da tutti gli operatori del settore in 100 milioni di euro. Allora si dice: “Reintroduciamo il gioco d’azzardo, la pubblicità del gioco d’azzardo perché riporterà nel mondo del calcio 100 milioni di euro”, e poi ne spendiamo 250 per i procuratori. Il presidente Marani ha detto 22 alle società di Serie C. Secondo me c’è un problema. Ora, io non voglio essere estremo, però c’è qualcosa da affinare in questo ragionamento. E quindi anche sul tema del gioco d’azzardo e su quanto sia realmente utile reintrodurre la pubblicità negli impianti sportivi rispetto al danno sociale che porta, secondo me è una riflessione da fare”, ha concluso. cdn/AGIMEG










