“Dell’indagine Generazione Z 2.0 dell’Istituto Superiore di Sanità colpisce soprattutto i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo praticato dal 10,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e dal 22,1% di quelli tra i 14 e i 17 anni. Ancor più significativi il numero dei minori, circa 340.000, che manifestano un comportamento di gioco d’azzardo a rischio o problematico spesso associato a impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi”. Con queste parole Massimiliano Capitanio, commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), ha commentato i risultati dell’indagine nazionale dell’ISS.
“I comportamenti problematici – ha aggiunto – come effetto del gioco d’azzardo risultano più frequenti tra chi gioca solo online, 20%, rispetto a chi preferisce i luoghi fisici, 13,7%. Numeri preoccupanti che impongono di andare oltre il semplice divieto. Il gioco d’azzardo è vietato ai minori, ma se una quota così rilevante di ragazzi è già nella morsa della ludopatia è e evidente che i divieti da soli non bastano. Ci vuole maggior impegno per informare ed educare perché la tutela del minore non è un gioco”, ha ultimato.
cdn/AGIMEG










