Scommesse sul tennis, Berrettini: “Basta ai disturbatori seriali degli incontri per indirizzare le scommesse e stop alle minacce. Maggiore tutela per i giocatori”

Torna di attualità il rapporto tra tennis professionistico e mondo delle scommesse sportive. A riaccendere i riflettori sul fenomeno è stato Matteo Berrettini, che agli US Open ha chiesto maggiori tutele concrete per i giocatori.

Negli ultimi tempi si è registrato un aumento della presenza sugli spalti, e sulle piattaforme social, di scommettitori pronti a tutto pur di condizionare l’esito dei match o scaricare la propria frustrazione sui tennisti in campo.

Berrettini: “Qualcosa sicuramente va fatto”

“È un tema complicato, perché i giocatori, e anch’io, in passato hanno detto che ricevono messaggi. Io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sentivo davvero a mio agio a giocare con persone che disturbavano il match e facevano cose che, secondo me, non avevano a che fare con il tennis, soprattutto intorno al campo”, ha spiegato Berrettini.

“L’ho visto in particolare nei Challenger. So che è complicato, non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto”.

“Dall’altra parte, penso che, se viene fatto nel modo giusto, se viene gestito in modo controllato, quando parlo di scommesse, se è qualcosa che non porta a una degenerazione del gioco legata alle scommesse, allora può anche essere qualcosa di divertente. Io personalmente non l’ho mai fatto in vita mia e non credo che inizierò a farlo. Però credo che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel tour arrivano da lì. Fa parte di quello che siamo”.Tennis

La denuncia di Berrettini: “Servono strutture per proteggere i giocatori”

Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti. Mio fratello al Roland Garros ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia.

Quindi, penso che dovremmo creare una struttura più forte, un comitato più forte per proteggere i giocatori. Poi, sugli sponsor, sinceramente non so che cosa sia giusto o sbagliato. Penso solo che, se viene fatto nel modo giusto, non ci vedo niente di così negativo”, ha detto. cdn/AGIMEG