La nuova modalità di calcolo dell’indennità di proroga delle concessioni Bingo, articolata su 81 scaglioni di fatturato, rappresenta un tentativo di superare il precedente sistema basato su un canone uniforme per tutte le sale. Il nuovo impianto dovrà però essere sottoposto ad approfondimenti tecnici e giuridici, mentre resta irrisolto il problema di un comparto che opera da oltre dieci anni attraverso continue proroghe.
È questa la prima valutazione espressa da FederBingo sulla Determinazione Direttoriale della Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, protocollo n. 521283 del 31 luglio 2026, relativa alla rideterminazione dell’indennità di proroga delle concessioni Bingo.
FederBingo: “Un tentativo di superare il canone uniforme”
“La Determinazione pubblicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rappresenta un tentativo di dare esecuzione alle pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e del Consiglio di Stato, superando il precedente sistema fondato su un canone uniforme per tutte le sale Bingo”, ha dichiarato il presidente di FederBingo, Italo Marcotti.
L’associazione riconosce lo sforzo dell’Amministrazione per introdurre un sistema differenziato. Si riserva di valutarne nel dettaglio gli effetti. Valuterà anche la coerenza con i principi stabiliti dalla giurisprudenza.
“Prendiamo atto dello sforzo compiuto dall’Amministrazione nel costruire un modello più articolato, basato su 81 scaglioni di fatturato. Saranno tuttavia necessari approfondimenti tecnici e giuridici per verificare se il nuovo impianto rispetti integralmente i principi affermati dalla giurisprudenza nazionale ed europea”.
Concessioni Bingo, il nodo di oltre dieci anni di proroghe
Secondo FederBingo, la criticità principale non riguarda soltanto le modalità con cui è stata rideterminata l’indennità. Essa riguarda anche il prolungarsi di una fase transitoria che dura ormai da oltre un decennio.
“La vera criticità, tuttavia, resta un’altra. Da oltre dieci anni il comparto Bingo vive esclusivamente attraverso il sistema delle proroghe. Nel frattempo, i concessionari hanno continuato ad investire, ad assumere personale e a garantire un servizio pubblico. Hanno sostenuto oneri economici sempre più rilevanti senza poter contare sulla certezza di un quadro concessorio stabile”. Marcotti ha evidenziato che non hanno potuto contare sulla certezza di un quadro concessorio stabile.
Per l’associazione, il costo sostenuto dagli operatori nel corso degli anni avrebbe raggiunto, in numerosi casi, un livello ampiamente superiore a quello necessario per ottenere una nuova concessione attraverso una procedura di gara.
“Le continue proroghe hanno ormai generato un costo complessivo che, in molti casi, supera ampiamente il valore che sarebbe stato sostenuto per l’acquisizione di una nuova concessione mediante gara. Questa situazione non può diventare la normalità”.
FederBingo chiede il riordino del gioco fisico e una nuova gara
FederBingo sollecita quindi il completamento del riordino del gioco fisico, ritenuto indispensabile per assicurare stabilità agli operatori, tutelare l’occupazione e garantire continuità alle entrate erariali prodotte dal settore.
“L’Italia ha bisogno di completare il riordino del gioco fisico e di restituire certezza ad un comparto che occupa migliaia di lavoratori e continua a garantire importanti entrate per l’Erario”, ha sottolineato il presidente dell’associazione.
Particolarmente critica viene considerata l’eventualità che il Governo scelga di introdurre un’ulteriore proroga onerosa.
“Se, come sembra emergere, il Governo dovesse ricorrere ancora una volta a una proroga onerosa, si aprirebbe una stagione di contenziosi amministrativi. Questo comporterebbe nuove ricadute sulla stabilità del settore”.
FederBingo ha infine confermato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, ribadendo però la necessità di superare definitivamente l’attuale fase transitoria.
“FederBingo continuerà a collaborare con le Istituzioni, ma ribadisce che la soluzione non può essere una successione indefinita di proroghe. È necessario chiudere definitivamente questa lunga fase transitoria. Giungere finalmente a una gara che garantisca certezza del diritto. Questo garantirebbe stabilità degli investimenti e regole uguali per tutti”. sb/AGIMEG










