Giovanni Malagò, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), è intervenuto in audizione al Senato sul ddl n. 1902, dedicato al sistema calcistico italiano. Al centro del suo intervento il tema della percentuale delle scommesse da destinare al sistema calcio, questione che, secondo Malagò, non ha mai trovato una soluzione concreta.
Secondo Malagò, la misura colmerebbe una lacuna presente da anni, allineando l’Italia a molti altri Paesi dove una parte dei ricavi delle scommesse viene restituita allo sport che genera l’interesse. Le risorse potrebbero finanziare infrastrutture, impianti, settori giovanili e altri interventi a favore del calcio.
Malagò: “Il sistema calcio deve beneficiare delle scommesse”
“Mi vorrei soffermare sulla storia della percentuale delle scommesse che dovrebbero gravare sul sistema calcio e che invece non hanno mai trovato una chiave concreta di soluzione”. È quanto ha specificato Giovanni Malagò in 7ª Commissione (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport) al Senato – come riporta Agimeg.
“Se c’è un incontro tra Francesco Boccia e Giusy Versace sul ring e ci sono delle scommesse. Secondo voi può esistere uno sport dove entrambi i protagonisti non percepiscono un solo euro di tutte le persone che scommettono su di loro? Lo trovate giusto e corretto? La stessa cosa la potrei declinare sotto tutti i punti di vista”, ha detto.
“La proposta del 2% tocca perfettamente il tema”
“Se ci sono delle scommesse possiamo anche scegliere di non destinare una percentuale direttamente al protagonista, ma è giusto farlo nei confronti del sistema. La società, poi, ovviamente deve investire in infrastrutture, vivai, impianti sportivi, sgravi fiscali. Il senatore Marcheschi con questa proposta di legge tocca perfettamente il tema e indica in una percentuale del 2%, che più o meno è sempre stata quella suggerita da chi mi precedeva.
E proprio per evitare che ci sia il tema della copertura finanziaria indica che questa cifra debba essere riconosciuta dai concessionari. L’articolo, in particolare, li riconosce in soggetti ex Totocalcio. Questo secondo me andrebbe rivisto. Ci sono state molte evoluzioni in questi anni, il Totocalcio non è più quello che ha accompagnato un pezzo della mia vita e di molte persone. Oggi ci sono dinamiche di reti di concessionari che non sono rete Totocalcio, ma invece hanno scommesse importanti nel mondo del calcio. Questa sarebbe una cosa meravigliosa, sistemerebbe praticamente tutto”, ha aggiunto.
“Darebbe tranquillità rispetto alla Legge Melandri”
“Sistemerebbe anche, scusate, quello che sarà l’inevitabile conseguenza di una istituzione del monte diritti, che verrà nel prossimo bando da parte della Serie A”, ha specificato. “Darebbe tranquillità anche rispetto a tutta l’incidenza valoriale dei numeri relativi alla Legge Melandri”.
Il contributo sulle scommesse rappresenterebbe una fonte di stabilità economica, compensando anche l’eventuale riduzione delle risorse destinate, tramite la legge Melandri, al calcio femminile, alla Lega Pro e ai settori giovanili. cdn/AGIMEG










