È stato assegnato alla 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato il provvedimento del senatore Paolo Marcheschi recante “Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano”.
Il disegno di legge punta a intervenire sulla crisi strutturale del calcio italiano, con misure su sostenibilità economica, valorizzazione dei giovani e nuove risorse, tra cui una quota della raccolta delle scommesse sportive a favore della FIGC.
L’iter in Senato
Sono necessari i pareri della 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, della 2ª Commissione permanente Giustizia, della 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, della 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, della 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, della 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, della 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Le ragioni del disegno di legge
Il disegno di legge nasce per affrontare la crisi strutturale del calcio italiano, resa evidente dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026 e dal peggioramento della sostenibilità economica del settore. Pur rappresentando un comparto strategico per il Paese, sia dal punto di vista economico sia sociale, il calcio italiano è caratterizzato da un forte indebitamento, pari a 5,5 miliardi di euro, da una perdita di competitività internazionale e da un insufficiente impiego di giovani talenti, con solo l’1,9% dei minuti giocati da Under 21 italiani nelle massime serie.
L’obiettivo della riforma non è introdurre aiuti di Stato, ma creare un sistema più sostenibile, competitivo e orientato alla crescita dei vivai.
Le tre direttrici della riforma
Il provvedimento si sviluppa lungo tre direttrici principali.
- Aumento delle entrate: il 15% dei proventi dei diritti audiovisivi della Serie A sarà destinato a criteri di valorizzazione e sostenibilità, premiando i club che investono nei giovani, mantengono bilanci equilibrati e migliorano le infrastrutture. Inoltre, il 10% delle sanzioni AGCOM contro la pirateria finanzierà un Fondo per i settori giovanili e gli impianti sportivi di base. È prevista anche una quota del 2% sulla raccolta delle scommesse sportive a favore della FIGC, destinata ai vivai e, per il 30%, alla prevenzione della ludopatia.
- Riduzione dei costi: vengono introdotti un tetto ai compensi dei procuratori sportivi e il meccanismo del reverse charge IVA per i trasferimenti nazionali dei calciatori, con l’obiettivo di semplificare la gestione finanziaria dei club.
- Valorizzazione dei giovani: il testo prevede agevolazioni fiscali e contributive per i giovani atleti, un’assicurazione privata obbligatoria per ridurre il costo del lavoro garantendo maggiori tutele, incentivi all’impiego di calciatori formati in Italia, l’esclusione parziale dei costi degli Under 23 dagli indici di controllo finanziario e l’istituzione di un Fondo di garanzia per le operazioni di mercato.
Gli obiettivi
Nel complesso, il disegno di legge mira a rafforzare la sostenibilità economica del sistema calcistico, incentivare la crescita dei giovani talenti e rilanciare la competitività del calcio italiano nel lungo periodo. cdn/AGIMEG










