Scommesse, Centro Studi Rinascimento Nazionale: “Superare il Decreto Dignità, dannoso per il calcio italiano”

Il divieto di pubblicità delle scommesse legali riduce risorse del calcio italiano e non contrasta il gioco illegale. A sottolinearlo è stato il Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank politico-culturale collegato all’area del movimento “Il Mondo al Contrario” promosso dal generale Roberto Vannacci, che è intervenuto riguardo la proposta del Partito Democratico per il calcio.

Il Centro riconosce alcuni aspetti positivi nella norma, come il sostegno ai vivai e ai giovani, ma contesta l’approccio ritenuto ideologico su immigrazione e cittadinanza. Secondo il Centro Studi, le priorità dovrebbero essere investimenti nella formazione, nelle infrastrutture e nei settori giovanili.

Pubblicità delle scommesse legali e Decreto Dignità

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale ha criticato, inoltre, il divieto di pubblicità delle scommesse legali, considerandolo dannoso per il calcio italiano perché riduce risorse senza contrastare il gioco illegale, e propone il superamento del Decreto Dignità.

“Ancora più incomprensibile è la volontà di rafforzare il divieto di pubblicità delle scommesse legali. È una scelta che continua a sottrarre centinaia di milioni di euro al calcio italiano senza ridurre di un solo euro il gioco illegale, che prospera proprio quando si indeboliscono gli operatori autorizzati dallo Stato. È il trionfo del moralismo sulle evidenze. Lo abbiamo ribadito anche oggi: il Decreto Dignità ha rappresentato un grave errore. Ha impoverito il sistema calcistico nazionale, favorito piattaforme abusive e operatori irregolari e privato società, vivai e impianti sportivi di risorse fondamentali. Occorre avere il coraggio di superare definitivamente quella impostazione.

Ma c’è un tema che nel dibattito politico viene quasi sempre dimenticato: quello delle migliaia di società sportive dilettantistiche che ogni giorno tengono in piedi il calcio italiano. Sono realtà fondate quasi esclusivamente sul volontariato, sull’impegno gratuito di dirigenti, allenatori, accompagnatori e famiglie. Eppure sono soffocate da una stratificazione di adempimenti amministrativi, obblighi burocratici e responsabilità sempre più gravose che scoraggiano chi dedica tempo e passione alla crescita dei ragazzi. In molti casi non è più una missione educativa: rischia di diventare un percorso a ostacoli.Pubblicità scommesse calcio

Quel volontariato rappresenta uno dei patrimoni civili più preziosi della Nazione. È grazie a queste società se centinaia di migliaia di bambini e adolescenti imparano il rispetto delle regole, il sacrificio, il lavoro di squadra e il merito. È lì che si costruisce la vera prevenzione sociale: ogni ragazzo accompagnato su un campo sportivo è un ragazzo sottratto alla strada, all’isolamento, alle dipendenze, alla microcriminalità e ad altre possibili forme di devianza. Lo Stato dovrebbe considerare queste realtà un alleato strategico, non un soggetto da gravare di nuovi obblighi”, sottolinea il Centro Studi Rinascimento Nazionale.

La proposta di riforma del calcio italiano

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale ha proposto, quindi, una riforma del calcio italiano basata su: apertura alla pubblicità degli operatori di gioco legale con reinvestimento delle entrate nello sport, sostegno ai vivai e alle strutture, semplificazione burocratica per le società dilettantistiche, incentivi ai club che valorizzano i giovani, tutela del volontariato sportivo e lotta al gioco illegale e alla criminalità.

“Il calcio italiano non ha bisogno di nuove proibizioni, ma di una nuova fiducia. Meno burocrazia, più libertà, più responsabilità e più risorse per chi ogni giorno educa i nostri giovani attraverso lo sport. Se vogliamo davvero rilanciare il calcio italiano, dobbiamo partire dai campi di provincia, dai volontari e dai vivai. È lì che nasce il futuro della nostra società, prima ancora che quello della nostra Nazionale”, conclude. cdn/AGIMEG