M5S: “Ridurre la dipendenza del bilancio pubblico e superare una politica fondata sulla crescita delle entrate del settore del gioco”

I deputati Alifano, Gubitosa e Raffa hanno rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze sul rapporto tra entrate dello Stato e settore del gioco.

Gli interroganti contestano la contraddizione tra gli impegni dichiarati dal Governo per ridurre la dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate del gioco e le scelte contenute nel bilancio 2026.

Entrate dal gioco e bilancio 2026

I deputati M5S ricordano nel testo che nel 2025 la raccolta complessiva del gioco pubblico ha raggiunto il record di 164,6 miliardi di euro, mentre le entrate erariali sono rimaste sostanzialmente stabili a circa 11,4 miliardi.

Secondo gli interroganti, il disegno di legge di assestamento del bilancio 2026 mostra invece una politica orientata ad aumentare il gettito: prevede infatti 807 milioni di euro in più di entrate dal settore giochi, oltre a maggiori stanziamenti per vincite (+395 milioni) e aggi ai concessionari (+162 milioni).

Gli autori sostengono che questa impostazione privilegi le esigenze fiscali dello Stato rispetto alla tutela della salute pubblica, delle famiglie e delle persone vulnerabili, favorendo l’espansione del gioco.

La richiesta al Governo

I deputati chiedono quindi al Governo di adottare misure per ridurre la dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate del gioco, attraverso una razionalizzazione dell’offerta e una politica economica che non faccia affidamento sulla crescita dei consumi legati all’azzardo.

Il testo integrale

Per sapere – premesso che:

in occasione della discussione delle mozioni sulle politiche del settore del gioco pubblico, lo scorso 18 giugno 2026, il Governo ha proposto una riformulazione comune, a parere degli interroganti curiosa quanto fuori dalla prassi, delle mozioni presentate dalle opposizioni – tra le quali la 1-00577 depositata da M5S – impegnandosi formalmente a perseguire, nell’ottica dell’attuazione dei criteri direttivi recati dalla legge delega fiscale 9 agosto 2023, n. 111, tra cui la riduzione della dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate del gioco d’azzardo, l’azione di tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei soggetti vulnerabili;

la Relazione sul settore dei giochi pubblici evidenzia come, nell’anno 2025, la raccolta complessiva del comparto abbia raggiunto il valore record di 164,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 7,16 miliardi di euro rispetto al 2024 (+4,55 per cento), mentre le entrate erariali si sono attestate intorno a 11,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabili;Camera deputati

il disegno di legge recante “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026”, di recente presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, palesa, a parere degli interroganti, una macroscopica e insostenibile contraddizione sistemica rispetto ai proclami di tutela sociale e contabile sopra richiamati;

il citato disegno di legge Assestamento 2026 smentisce nei fatti l’intento di contenimento del comparto, iscrivendo a bilancio un massiccio incremento delle entrate extratributarie derivanti dal settore dei giochi e delle scommesse, quantificato in ben 807 milioni di euro per l’esercizio in corso: in perfetta coerenza con una logica puramente espansiva e di massimizzazione del gettito erariale, il provvedimento adegua contestualmente gli stanziamenti di parte corrente iscritti nella missione 29, incrementando di 395 milioni di euro le somme destinate alle vincite e di 162 milioni di euro quelle per gli aggi dei concessionari, a fronte di previsioni tributarie e di gestione dei monopoli del tutto invariate;

risulta evidente lo slittamento etico di un modello regolatorio che, anziché arginare le esternalità negative della dipendenza e proteggere il tessuto sociale in ossequio ai princìpi di precauzione, subordina la salute dei cittadini alle esigenze di cassa dello Stato, incentivando l’espansione della raccolta e la fidelizzazione dei consumi da azzardo –:

se non ritenga necessario e non più procrastinabile assumere iniziative di competenza al fine di procedere alla riduzione della dipendenza strutturale del bilancio pubblico nazionale dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo, anche attraverso la razionalizzazione dell’offerta, abbandonando logiche meramente fiscali e orientando le politiche fiscali verso modelli economici non fondati sull’espansione dei consumi di azzardo. cdn/AGIMEG