Frodi online e gioco illegale, maxi operazione globale dell’Interpol: 5.811 arresti e sequestri per 293 milioni di dollari

Il contrasto al gioco online illegale è stato uno dei risultati dell’operazione internazionale “First Light 2026”, coordinata da Interpol, che tra il 15 gennaio e il 30 aprile ha coinvolto 97 Paesi e territori, portando all’arresto di 5.811 persone e al sequestro di beni illeciti per un valore complessivo di 293 milioni di dollari. L’iniziativa era finalizzata a contrastare le frodi basate sull’ingegneria sociale e le attività di riciclaggio di denaro ad esse collegate.

Nel corso dell’operazione sono state identificate oltre 142.000 vittime a livello mondiale. Le autorità hanno analizzato 152.808 casi, risolto 23.715 indagini, individuato 15.606 sospetti, bloccato 31.014 conti bancari ed emesso 99 Notices e Diffusions di Interpol.

Il caso Eswatini

Gioco e casinò online illegale

Tra i casi più rilevanti figura quello dell’Eswatini, dove la polizia ha arrestato 82 persone, smantellando un’organizzazione criminale coinvolta nella gestione di siti di gioco online illegale, nel riciclaggio di denaro e in sofisticate truffe basate sull’impersonificazione di agenti della polizia federale brasiliana. Gli investigatori hanno sequestrato 240 dispositivi elettronici, valuta estera e una fedele ricostruzione di una stazione di polizia brasiliana, completa di uniformi, insegne e attrezzature utilizzate per convincere le vittime a trasferire denaro su conti controllati dai truffatori. Data la complessità delle prove digitali, Interpol ha inviato sul posto un proprio team di supporto operativo per le analisi forensi.

Gli altri Paesi

A Palau, invece, sono state espulse 22 persone coinvolte nella gestione di due centri per truffe online operanti da strutture alberghiere, che utilizzavano criptovalute e piattaforme di gioco illegale per colpire vittime all’estero.

L’operazione dell’Interpol ha portato risultati significativi anche in altri Paesi. In Thailandia sono stati arrestati due soggetti accusati di riciclare i proventi delle truffe sentimentali attraverso criptovalute: uno dei wallet riconducibili agli indagati avrebbe movimentato oltre 122,5 milioni di dollari in appena dieci mesi. A Singapore e in Oman, grazie al sistema Interpol I-GRIP, è stato bloccato un trasferimento illecito da 6,6 milioni di dollari legato a una frode di tipo Business Email Compromise. A Macao, infine, una campagna di sensibilizzazione organizzata nell’ambito dell’operazione ha consentito alla polizia di impedire a una vittima di trasferire circa 372.000 dollari ai truffatori. sm/AGIMEG