Si chiude con l’archiviazione del procedimento amministrativo una vicenda che, nelle scorse settimane, aveva attirato l’attenzione di operatori e addetti ai lavori del settore del gioco pubblico. Il caso riguardava il sequestro amministrativo di una console PlayStation rinvenuta all’interno di un bar-sala giochi e la contestazione, da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della violazione dell’articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, con la conseguente applicazione di una sanzione amministrativa da 10.000 euro.
La vicenda aveva suscitato particolare interesse perché poneva un interrogativo destinato ad andare oltre il singolo episodio: una comune console domestica può essere automaticamente assimilata agli apparecchi disciplinati dall’articolo 110 TULPS?
Dopo la presentazione delle osservazioni difensive da parte dell’Avvocato Antonella Lo Presti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto l’archiviazione del procedimento, ritenendo di non dare seguito all’irrogazione della sanzione inizialmente contestata.
Importante distinguere le finalità degli apparecchi
Pur trattandosi di un provvedimento riferito al caso concreto e non di una pronuncia giurisdizionale, la decisione assume particolare rilievo per gli operatori del comparto, poiché conferma come situazioni di questo tipo richiedano un’attenta valutazione delle concrete modalità di utilizzo dell’apparecchiatura, evitando automatismi interpretativi.
Il provvedimento si inserisce, inoltre, in un contesto nel quale il tema dell’assimilabilità di dispositivi di uso comune alle apparecchiature disciplinate dal TULPS è stato oggetto, negli ultimi mesi, di un crescente dibattito anche in sede giudiziaria, con diverse pronunce che hanno richiamato il principio secondo cui le norme sanzionatorie non possono essere estese oltre i casi espressamente previsti dalla legge.
La vicenda conferma ancora una volta quanto sia fondamentale distinguere tra apparecchi progettati per l’attività di gioco regolamentata e dispositivi elettronici destinati ad altre finalità, valutando ogni singolo caso sulla base delle concrete modalità di impiego.
L’archiviazione rappresenta quindi un passaggio significativo non soltanto per l’esercente interessato, ma anche per tutti gli operatori del settore, chiamati quotidianamente a confrontarsi con una normativa complessa e con attività di controllo che richiedono un costante equilibrio tra tutela della legalità e corretta applicazione delle disposizioni vigenti.sb/AGIMEG










