Studio MDF Partners: il mercato italiano del gioco uno dei migliori in Europa per qualità della regolazione

Un sistema regolatorio moderno, completo e in grado di adattarsi all’evoluzione del mercato è uno degli strumenti più efficaci per contrastare il gioco illegale e garantire che la domanda dei consumatori si indirizzi verso il circuito autorizzato. È questo il messaggio contenuto nello studio “Il mercato italiano del gioco pubblico – Le condizioni per un mercato regolato efficace”, elaborato da MDF Partners e presentato oggi in un incontro riservato alla stampa da AGIC – Associazione Gioco e Intrattenimento in Concessione.

Il documento analizza l’evoluzione del mercato italiano, il funzionamento del modello regolatorio nazionale e il confronto con gli altri Paesi europei, evidenziando come la qualità delle regole rappresenti un elemento determinante per la competitività del mercato legale e per il contrasto all’offerta illegale.

Un equilibrio tra Stato, operatori e giocatori

Secondo lo studio, il settore del gioco pubblico rappresenta un ecosistema nel quale convivono tre soggetti con interessi differenti ma complementari: lo Stato, che persegue obiettivi di tutela dei cittadini, ordine pubblico ed entrate fiscali; i giocatori, che devono poter contare su sicurezza, trasparenza e strumenti di tutela; e gli operatori, chiamati a operare in un contesto di regole certe e sostenibili.

“L’esperienza internazionale dimostra che il settore mantiene il proprio equilibrio solo se il quadro regolatorio è in grado di adattarsi ai cambiamenti del mercato”, evidenzia il documento.

Il modello italiano tra i più solidi d’Europa

Lo studio sottolinea come il sistema italiano rappresenti uno dei modelli regolatori più avanzati del continente.

“Dopo il Regno Unito è tra i mercati più maturi e, grazie a oltre vent’anni di evoluzione normativa, ha sviluppato un modello regolatorio articolato, capace di coniugare sviluppo del mercato, tutela dei consumatori e stabilità delle entrate erariali”, si legge nel report.

A conferma della solidità del sistema vengono richiamati anche i dati economici del comparto. Nel 2025 il settore ha generato un Gross Gaming Revenue (GGR) di 21,6 miliardi di euro e 11,5 miliardi di euro di entrate erariali, mentre le prime evidenze del 2026 confermano, secondo lo studio, una sostanziale continuità del modello regolatorio italiano.

Un mercato competitivo riduce lo spazio dell’illegale

Uno dei capitoli è dedicato alla competitività del mercato regolato.

Secondo MDF Partners, un mercato ben regolato è anche un mercato capace di competere efficacemente con l’offerta illegale. La competitività del canale autorizzato viene infatti definita uno strumento di politica pubblica, perché soltanto un’offerta legale attrattiva riesce a convogliare la domanda dei giocatori verso operatori sottoposti a controlli, obblighi di tutela e tassazione.

Lo studio evidenzia inoltre come anche la leva fiscale debba essere calibrata correttamente, poiché una pressione eccessiva potrebbe ridurre la competitività dell’offerta autorizzata e incidere negativamente sui livelli di canalizzazione.

Il confronto europeo: più qualità delle regole, maggiore canalizzazione

Uno degli elementi centrali dello studio è il confronto tra diversi mercati europei attraverso un indicatore che mette in relazione il Regulatory Index, cioè la qualità del quadro regolatorio, con il livello di channeling, ovvero la quota della spesa di gioco intercettata dal mercato legale.

L’indice considera diversi parametri, tra cui la completezza dell’offerta, la regolamentazione della pubblicità, le misure di gioco responsabile e il livello di tassazione.

Dall’analisi emerge una correlazione positiva: all’aumentare della qualità della regolazione cresce anche la capacità del mercato legale di intercettare la domanda.

L’Italia si colloca tra i Paesi con i più elevati livelli di canalizzazione, insieme a Repubblica Ceca, Danimarca, Romania e Spagna.

“Il confronto europeo evidenzia una relazione positiva tra qualità del quadro regolatorio e livelli di channeling. L’Italia si colloca tra i Paesi con i più elevati livelli di canalizzazione verso il mercato regolato, a conferma della solidità del proprio modello regolatorio”, si legge nello studio presentato da AGIC.

La sfida del mercato illegale

Secondo il documento, per convogliare la domanda verso l’offerta autorizzata è indispensabile disporre di un quadro regolatorio “solido, coerente e costantemente aggiornato”, capace di mantenere competitivo il mercato regolato senza rinunciare a sicurezza, controlli efficaci e tutela dell’interesse pubblico.

Lo studio richiama anche una stima di Federconsumatori, secondo la quale il mercato illegale del gioco vale circa 37 miliardi di euro di raccolta, corrispondenti a circa 4 miliardi di euro di spesa. Un fenomeno alimentato, secondo il report, da un catalogo prodotti più ampio, da un marketing meno regolamentato, da quote e payout più aggressivi e dall’assenza di oneri fiscali e strumenti di tutela per i giocatori.

Un quadro regolatorio in continua evoluzione

Nelle conclusioni, MDF Partners evidenzia come il mercato richieda una regolazione capace di adattarsi costantemente ai cambiamenti tecnologici, all’evoluzione dei prodotti e ai comportamenti dei consumatori.

Lo studio sottolinea inoltre che online e retail devono essere considerati come componenti di un unico ecosistema, nel quale i consumatori si muovono con crescente continuità, e che anche il quadro normativo dovrà progressivamente riflettere questa evoluzione.

“Il modello italiano rappresenta oggi uno dei sistemi regolatori più avanzati d’Europa. Preservarne l’efficacia significa mantenere un equilibrio tra competitività del mercato legale, tutela dei consumatori e interesse pubblico in un contesto in costante trasformazione: tre obiettivi che non sono alternativi, ma strettamente complementari”, conclude lo studio presentato oggi da AGIC. lp/AGIMEG