Riordino gioco fisico, Zamparelli (STS): “Non si può più attendere, penalizzati tabaccai e consumatori”

Il presidente del Sindacato Totoricevitori Sportivi, Emilio Zamparelli, interviene sul mancato riordino del gioco fisico dalle pagine de Il Ricevitore Italiano, organo di stampa ufficiale di STS.

Secondo Zamparelli, senza un intervento rapido si continuerà a lavorare in proroga, senza tutele e certezze, con conseguenze per tabaccai-ricevitori e consumatori.

Riordino del gioco fisico, l’intervento di Zamparelli

“Bye, bye riordino! Salvo un miracolo dell’ultima ora, ancora una volta sarà rimandato e, come sempre, tutto il lavoro fatto finirà nel cestino, per poi ricominciare daccapo. Eppure, questa volta tutti lo chiedevano, negli ultimi tempi persino le opposizioni lo reclamavano a gran voce”, ha sottolineato Emilio Zamparelli.

“Non si può più attendere”

“Ci toccherà continuare a lavorare in proroga, nuovamente senza tutele e certezze, in balia dei legislatori locali pronti a colpire.

Sia chiaro, non si può più attendere.

Non fare il riordino significa continuare a penalizzare il gioco fisico stritolato tra l’online e l’illegale. E a pagare le conseguenze non siamo solo noi tabaccai, bandiera del gioco legale, ma anche i consumatori. E allora un appello al legislatore: faccia presto”, ha concluso.

I temi della rivista

Tra i temi principali contenuti nella rivista: il mancato riordino del gioco fisico e le prospettive per il comparto terrestre, l’azione del Sindacato a tutela dei tabaccai-ricevitori, l’audizione di STS presso AGCOM, la questione dei 100 euro e il nuovo gioco numerico a totalizzatore.

Il riordino mancato

Nella rivista, si esprime forte delusione per il mancato riordino del settore del gioco fisico, paragonato a un miraggio ormai vicino ma svanito all’ultimo momento. Come già accaduto nel 2017, la riforma non è stata approvata, lasciando il comparto in una situazione di incertezza normativa, con regole nazionali datate e normative locali spesso contrastanti.

Secondo STS, questa è un’occasione persa per tutelare un mercato ancora in difficoltà dopo la pandemia e sempre più penalizzato dalla crescita del gioco online. Si auspica quindi che la riforma venga solo rinviata e non abbandonata, poiché l’attuale disciplina risale al 2006 e, negli ultimi vent’anni, le numerose restrizioni locali hanno indebolito l’offerta legale, favorendo quella illegale e compromettendo la tutela dei giocatori.

Il riordino del settore del gioco sarebbe stato bloccato principalmente per motivi economici. L’introduzione del distanziometro avrebbe, infatti, comportato una riduzione dei punti vendita, con una perdita di gettito fiscale. Il distanziometro era però previsto dalla legge delega del 2023 e doveva quindi essere inserito nel decreto attuativo. Ciò ha creato un paradosso: una misura obbligatoria per legge avrebbe avuto conseguenze economiche ritenute insostenibili.

Questo dimostra l’inefficacia del distanziometro, una posizione da tempo sostenuta da STS. Secondo diversi studi, infatti, le limitazioni territoriali non scoraggiano i giocatori problematici, che semplicemente si spostano in altre aree. Inoltre, con la forte crescita del gioco online, ormai accessibile facilmente tramite smartphone e diventato prevalente rispetto al gioco fisico dal 2024, il distanziometro risulta ancora meno efficace.

Questa misura, secondo STS, dovrebbe essere abbandonata e sostituita da una nuova riforma capace di conciliare sviluppo del gioco fisico, tutela dei consumatori e salvaguardia del gettito fiscale.

Il nodo dei 100 euro

La rivista affronta gli effetti dell’introduzione del limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti dei conti di gioco, previsto dal Decreto Legislativo n. 41/2024 per contrastare il riciclaggio e favorire i pagamenti tracciabili.

In una prima fase i PVR hanno dovuto controllare manualmente il rispetto della soglia, mentre i concessionari avevano tempo fino al 13 maggio 2026 per implementare sistemi automatici. STS ha sollecitato questo adeguamento e ha incontrato Sisal e Lottomatica per comprenderne il funzionamento, che prevede l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili una volta superato il limite.

Nonostante siano trascorsi due mesi dall’avvio del nuovo sistema, tra i titolari dei PVR permane incertezza. Per questo STS ha organizzato incontri informativi con i propri rappresentanti e gli associati. Pur ritenendo le procedure conformi alla normativa, il Sindacato evidenzia che una circolare dell’ADM del 18 maggio ha segnalato possibili violazioni senza fornire chiarimenti rassicuranti per gli esercenti.

La principale preoccupazione riguarda il regime sanzionatorio: eventuali ricariche non conformi sarebbero contestate direttamente ai PVR, con sanzioni da 1.000 a 10.000 euro, che possono aumentare in caso di violazioni ripetute. Sebbene STS non metta in dubbio la conformità degli strumenti forniti dai concessionari, sottolinea che i tabaccai-ricevitori hanno bisogno di regole più chiare per operare con serenità. Per questo il Sindacato continuerà a confrontarsi con concessionari e istituzioni per ottenere maggiori certezze interpretative. cdn/AGIMEG