Circa 80 miliardi di euro di giocate in un anno, pari a 1.500 miliardi di rand, e il 62% del mercato online in mano a operatori privi di licenza: sono i numeri che hanno spinto il National Gambling Board (NGB), l’autorità di regolamentazione del gioco in Sudafrica, a intervenire contro l’offerta illegale.
Il regolatore ha pubblicato una richiesta rivolta ai fornitori di servizi tecnologici per individuare e oscurare i siti di scommesse illegali attivi nel Paese. Si tratta di una delle azioni di contrasto più incisive mai messe in campo dal più grande mercato regolamentato del continente africano.
Secondo una ricerca commissionata dalla South African Bookmakers Association, le piattaforme abusive contano su un bacino di circa 16 milioni di utenti e generano ricavi lordi annui superiori a 2,6 miliardi di euro (50 miliardi di rand). Nel documento pubblicato dall’autorità si legge che “il Sudafrica fatica a far rispettare le norme contro il gioco interattivo illegale, offerto ai cittadini senza alcuna licenza“.
L’NGB sottolinea come l’offerta abusiva sottragga gettito allo Stato e lasci i consumatori privi di qualsiasi tutela, favorita da portafogli digitali e transazioni in criptovaluta che rendono complessa l’attività di enforcement.
Il piano dell’autorità e l’ipotesi di una tassa del 20%
Il progetto dell’autorità prevede la collaborazione con i provider per bloccare l’accesso alle piattaforme abusive e la condivisione di informazioni con le forze dell’ordine, così da perseguire chi viola il National Gambling Act. Gli operatori con licenza sono invece tenuti a rispettare obblighi stringenti, dalla verifica dell’età degli utenti agli standard di gioco responsabile, requisiti che i siti offshore aggirano sistematicamente.
La stretta si inserisce in un più ampio ripensamento della politica di settore. Il Tesoro nazionale ha proposto un’imposta del 20% sul gioco online, motivandola con la crescita del comparto favorita dalla diffusione degli smartphone e dei pagamenti digitali, un’espansione accelerata dopo la pandemia. Il governo sta inoltre valutando limiti alla pubblicità del gioco sul modello delle restrizioni già adottate per i prodotti del tabacco.
L’allarme degli operatori con licenza
I bookmaker autorizzati sostengono l’azione contro l’offerta abusiva, ma avvertono che un carico fiscale eccessivo rischia di produrre l’effetto opposto, spingendo i giocatori verso piattaforme offshore che sfuggono alle regole nazionali. Per questo chiedono al governo di dare priorità allo smantellamento del mercato illegale prima di introdurre nuove imposte sugli operatori regolari.
Il settore ha aperto anche un confronto su misure che impediscano ai beneficiari di sussidi pubblici di destinare tali fondi alle scommesse online. fp/AGIMEG










