EGP-FIPE, in Lombardia il gioco online supera la rete fisica. Cangianelli: “Serve una nuova strategia di prevenzione”

La tutela dei consumatori, a partire dai soggetti più fragili e dai minori, richiede oggi strumenti capaci di rispondere all’evoluzione del mercato del gioco pubblico. È il messaggio portato da Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE Confcommercio, intervenuto oggi al convegno “Tutti in Gioco”, promosso da Regione Lombardia e dedicato alla prevenzione del Disturbo da Gioco d’Azzardo.

Per EGP-FIPE, che rappresenta gli esercenti aderenti a FIPE operanti nelle filiere dei giochi in concessione vigilate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la protezione dei cittadini e la gestione responsabile dell’offerta legale non sono obiettivi contrapposti, ma elementi inscindibili di un sistema di offerta regolamentata che svolge una funzione di interesse pubblico.

Secondo i dati relativi al periodo 2019-2025, la domanda non si è ridotta a seguito delle limitazioni introdotte dalle Regioni, ma si è progressivamente spostata verso il gioco online.

A fronte di una crescita della spesa complessiva del 12,3% (da 19,3 a 21,7 miliardi di euro), il comparto degli apparecchi da gioco – l’unico segmento della rete fisica direttamente interessato da limitazioni di orario e distanziometri – ha registrato una contrazione del 23,6% (-2,4 miliardi di euro), mentre il gioco online è cresciuto del 207% (+3,8 miliardi), con le slot online che hanno fatto segnare un incremento del 250%.

Cangianelli: “La parte di domanda ridotta dalle limitazioni è ricomparsa online”

“I dati mostrano che la domanda non è scomparsa: ha semplicemente cambiato canale – ha osservato Cangianelli. La parte di domanda ridotta dalle limitazioni territoriali è ricomparsa online, dove gli strumenti costruiti per regolare il gioco fisico non sono in grado di incidere”.

Egp-fipe

La Lombardia rappresenta in modo emblematico questa evoluzione. Dal 2019 la regione ha perso quasi 3.200 punti vendita con apparecchi, pari a circa un terzo della rete, ma il gioco non è diminuito: si è spostato verso il canale digitale. Nel 2025, infatti, per la prima volta il gioco a distanza ha superato la rete fisica dei punti vendita, con 13,8 miliardi di euro di raccolta contro 12,2 miliardi del canale terrestre, rappresentando il 53% del mercato complessivo. Lo conferma anche la spesa dei giocatori: quella sugli apparecchi si è ridotta di 530 milioni di euro, mentre quella online è aumentata di 526 milioni rispetto al 2019, a dimostrazione di uno spostamento dei consumi e non di una loro riduzione (Dati EGP-FIPE).

Secondo EGP-FIPE è quindi necessario un aggiornamento delle politiche di prevenzione. Distanziometri e limitazioni orarie, introdotti oltre quindici anni fa in un contesto profondamente diverso dall’attuale, risultano oggi meno efficaci rispetto a un’offerta sempre più dematerializzata. Secondo il Politecnico di Milano, infatti, il 74% del gioco online avviene tramite smartphone. Parallelamente, i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche indicano che il 51% dei giovani tra i 15 e i 19 anni dichiara di giocare, il valore più elevato finora registrato.

“L’obiettivo deve essere ridurre realmente i comportamenti a rischio, non semplicemente spostarli da un canale all’altro – ha sottolineato Cangianelli –. La tutela delle persone richiede oggi strumenti coerenti con l’evoluzione tecnologica e con le modalità attraverso cui si sviluppa la domanda”.

In questa prospettiva, EGP-FIPE propone un modello di prevenzione fondato sul rafforzamento della rete legale autorizzata, valorizzandone la capacità di identificare il giocatore, verificare l’età, favorire la tracciabilità delle operazioni e intercettare eventuali situazioni di rischio.

Da queste premesse nasce il Manifesto “Regole, Salute, Territori”, che individua alcune direttrici di intervento. Certificazione degli esercizi e degli operatori tramite standard formativi nazionali, strumenti di autoesclusione estesi ai punti vendita, sistemi avanzati di verifica dell’età, pagamenti tracciabili, regole distributive uniformi sul territorio nazionale e una collaborazione strutturata tra istituzioni, servizi sanitari e Terzo settore, sostenuta da una quota del gettito destinata a finalità sociali e di prevenzione.

Legalità, salute e sostenibilità dell’offerta legale rappresentano tre obiettivi che possono essere raggiunti solo insieme tra gli attori istituzionali, sociali ed economici. Per questo è necessario avviare una nuova fase di regolamentazione del settore, fondata su norme omogenee, responsabilità condivise e strumenti di prevenzione realmente efficaci” ha concluso Cangianelli. sm/AGIMEG