Prediction markets, Spotify prende le distanze da Kalshi e Polymarket dopo un caso di presunta manipolazione delle classifiche musicali

Un presunto caso di manipolazione delle classifiche musicali ha riportato sotto i riflettori il tema dell’affidabilità dei prediction markets e della vulnerabilità dei mercati basati su eventi esterni.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Financial Times e WIRED, Spotify ha chiesto alle piattaforme di prediction markets Kalshi e Polymarket di rimuovere il proprio logo dai rispettivi siti web e di specificare chiaramente che non esiste alcuna collaborazione o approvazione ufficiale da parte della società di streaming.

La richiesta arriva dopo le polemiche nate intorno alla canzone “Earrings” dell’artista Malcolm Todd, che aveva raggiunto il primo posto della classifica statunitense di Spotify, risultato utilizzato come riferimento per alcuni mercati previsionali.

Il sospetto di ascolti artificiali

La vicenda ha preso avvio quando alcuni partecipanti ai prediction markets hanno segnalato possibili anomalie nell’andamento degli ascolti del brano, ipotizzando che fossero stati utilizzati sistemi automatizzati per incrementare artificialmente gli stream e influenzare così l’esito del mercato.

Successivamente Spotify ha confermato di aver individuato oltre 500.000 stream artificiali, rimossi dalle classifiche secondo le procedure interne adottate dalla piattaforma. Dopo la correzione, il brano è sceso dalla prima alla quarta posizione della classifica statunitense.

Un portavoce di Spotify, citato da WIRED, ha ricordato che tutte le principali piattaforme di streaming sono costantemente impegnate nel contrasto ai tentativi di manipolazione e che gli ascolti non autentici vengono individuati e rimossi attraverso specifici sistemi di controllo, senza generare compensi economici.

Kalshi apre un’indagine, Polymarket si chiama fuori

La vicenda ha avuto ripercussioni anche sui prediction markets. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalle testate internazionali, Kalshi aveva già chiuso il mercato relativo alla classifica musicale utilizzando i dati disponibili prima della correzione effettuata da Spotify. Per questo motivo la società ha annunciato l’avvio di una verifica interna. Un portavoce della piattaforma, citato da WIRED, ha confermato che Kalshi è in contatto con Spotify e sta approfondendo quanto accaduto.

Diversa la posizione di Polymarket, che ha precisato di non aver offerto un mercato specifico relativo al primo posto conquistato dal brano di Malcolm Todd e di non essere quindi coinvolta direttamente nell’episodio.

Nuove domande sulla solidità dei prediction markets

Il caso riaccende il dibattito su uno dei temi più discussi nel settore dei prediction markets: la possibilità che eventi utilizzati come riferimento per la determinazione degli esiti possano essere alterati o manipolati.

Negli ultimi mesi il comparto è già stato oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità di regolazione statunitensi e della stampa internazionale, sia per il rapido sviluppo di piattaforme come Kalshi e Polymarket sia per le questioni legate alla trasparenza dei mercati, ai rischi di utilizzo di informazioni privilegiate e ai possibili tentativi di influenzare gli eventi oggetto delle previsioni.

L’episodio che coinvolge Spotify rappresenta un ulteriore elemento di riflessione sul tema dell’integrità dei mercati previsionali e sulla necessità di definire criteri sempre più rigorosi per la validazione degli eventi utilizzati come base per le scommesse predittive.