Ludopatia e pubblicità del gioco, due petizioni al Parlamento europeo chiedono regole più severe

La Commissione per le Petizioni (PETI) del Parlamento europeo discuterà il 23 giugno due petizioni dedicate al contrasto della ludopatia e alla regolamentazione del settore del gioco. Si tratta del documento di Michalis Iona (cipriota) sul divieto di pubblicità delle società di gioco e di Giovanni Fiorillo (italiano) sulla tutela dei cittadini dell’UE dalla dipendenza dal gioco.

La prima chiede il divieto della pubblicità del gioco, ritenuta sempre più invasiva e dannosa per giovani, anziani e soggetti vulnerabili. Secondo il ricorrente, eliminare la promozione del gioco contribuirebbe a prevenire comportamenti compulsivi e a tutelare chi sta affrontando un percorso di recupero dalla dipendenza.

La seconda petizione denuncia l’insufficienza delle misure adottate dai governi europei per contrastare la ludopatia. Fiorillo sostiene che la crescita del gioco online abbia favorito un aumento dei casi di dipendenza e chiede regole più severe, maggiori tutele per i giocatori patologici, interventi sanitari più efficaci e sistemi di risarcimento e assistenza sociale per le vittime.

Michalis Iona: “Stop alla pubblicità per proteggere i soggetti vulnerabili”

Michalis Iona con la sua petizione sostiene che la pubblicità del gioco sia diventata sempre più pervasiva sulle piattaforme dei social media, sui cartelloni pubblicitari e su altri canali di marketing, esponendo i giovani, gli anziani e altri gruppi vulnerabili a continui inviti a giocare, che possono innescare comportamenti di dipendenza e portare alla perdita di risorse finanziarie personali.

Il ricorrente afferma, inoltre, che il divieto di pubblicità del gioco contribuirebbe a creare comunità più sane e a proteggere gli individui, in particolare coloro che si stanno riprendendo dalla ludopatia.

Giovanni Fiorillo: “I governi europei hanno fallito nella lotta alla ludopatia”

Nel suo documento, Giovanni Fiorillo ha sottolineato come la ludopatia possa avere conseguenze drammatiche per le vittime e per la loro vita personale, aggiungendo che le sue stesse difficoltà gli hanno causato perdite finanziarie, problemi di salute e lo hanno persino costretto al ricovero ospedaliero.

Il ricorrente ritiene che promuovere l’autoesclusione e utilizzare slogan che incoraggino il gioco responsabile non sia sufficiente ad affrontare le cause profonde del problema. Aggiunge che l’industria del gioco – in particolare i settori delle slot e dei casinò online – è cresciuta esponenzialmente, determinando un allarmante aumento dei casi di ludopatia. Le vittime non ricevono il trattamento necessario per affrontare le loro abitudini compulsive.gioco azzardo patologico ludopatia

Giovanni Fiorillo ritiene che i governi europei siano responsabili, in quanto non hanno fatto nulla per frenare la crescita del gioco online e non sono riusciti a fornire una protezione efficace ai propri cittadini. Chiede pertanto una regolamentazione più rigorosa e azioni più decise. Soprattutto, chiede che ai giocatori patologici vengano forniti risarcimenti sotto forma di indennizzi e servizi di assistenza sociale, un sistema simile a quelli già in vigore per chi soffre di altre forme di dipendenza.

Giovanni Fiorillo propone quindi di porre fine a tutte le politiche che forniscono incentivi economici all’industria del gioco, promuove misure per combattere il riciclaggio di denaro e suggerisce una maggiore collaborazione con i servizi sanitari locali al fine di prevenire e curare la ludopatia. Conclude affermando che trattare i giocatori d’azzardo patologici in modo equo e rispettoso della loro dignità significa riconoscerli come vittime a pieno titolo, con diritto a un risarcimento da parte dell’industria del gioco. cdn/AGIMEG