In occasione del Royal Ascot, gli operatori illegali del gioco potrebbero raccogliere circa 40 milioni di sterline in scommesse. È l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council (BGC), che durante i cinque giorni del festival ippico britannico teme una forte attività del mercato nero ai danni del settore regolamentato e dei consumatori.
Il Royal Ascot è uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario sportivo britannico e attira ogni anno cavalli di altissimo livello insieme a centinaia di migliaia di spettatori. Molti altri seguono le gare da casa, il che lo rende uno dei principali eventi dell’anno per le scommesse. Proprio per questo, mentre gli appassionati si preparano a cinque giorni di grandi corse, gli operatori illegali puntano a intercettare i clienti con prodotti di scommessa del tutto estranei alla regolamentazione britannica.
L’allarme arriva sulla scia di dati che mostrano l’espansione del mercato nero del gioco nel Regno Unito. Secondo un’analisi indipendente di WARC, gli operatori non regolamentati rappresentano ormai quasi la metà della spesa pubblicitaria complessiva del settore. Le stime di H2 Gambling Capital indicano inoltre che le somme puntate presso operatori illegali potrebbero salire dagli attuali 17 miliardi di sterline a oltre 33 miliardi entro il 2028.
Il BGC ha avvertito che le misure capaci di indebolire la competitività del settore regolamentato, come l’aumento della tassazione e controlli finanziari sproporzionati, rischiano di spingere involontariamente i consumatori verso operatori illegali che ignorano apertamente le regole britanniche. A differenza delle imprese autorizzate, gli operatori del mercato nero non pagano imposte e non offrono ai clienti le tutele previste nel settore regolamentato. Non sostengono nemmeno l’ippica britannica, che dipende in misura rilevante dal contributo delle scommesse legali.
La dichiarazione di Grainne Hurst
L’amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, Grainne Hurst, ha commentato così la situazione:
“Il Royal Ascot è uno degli eventi più celebrati dell’ippica mondiale e suscita grande entusiasmo tra gli appassionati di corse, sia nel Regno Unito sia all’estero. Purtroppo manifestazioni di questa portata attirano anche l’attenzione degli operatori criminali del gioco, pronti a sfruttare quell’interesse a proprio vantaggio.
Il mercato nero illegale non offre ai clienti nessuna delle tutele presenti nel settore regolamentato e al tempo stesso non dà alcun contributo allo sport da cui cerca di trarre profitto. Poiché le evidenze continuano a mostrare la crescita del mercato nero, è fondamentale che le scelte politiche sostengano un mercato regolamentato solido, capace di proteggere i clienti e di contenere la criminalità legata al gioco”.
I numeri del settore regolamentato
Tutti gli operatori autorizzati nel Regno Unito sono tenuti a rispettare standard rigorosi, che comprendono la verifica dell’età e gli obblighi antiriciclaggio, oltre a un’ampia gamma di misure per un gioco più sicuro. Il settore regolamentato sostiene 109.000 posti di lavoro e vale 6,8 miliardi di sterline per l’economia britannica. Ogni anno garantisce inoltre oltre 4 miliardi di sterline di entrate fiscali e assicura investimenti rilevanti per l’ippica nazionale.
Per il BGC, proteggere il mercato legale resta il modo più efficace per difendere i consumatori dagli operatori criminali e per garantire all’ippica britannica il sostegno che da sempre riceve dalle scommesse. Le scelte regolatorie dei prossimi mesi saranno quindi decisive per evitare che eventi di grande richiamo come il Royal Ascot diventino un’occasione di guadagno per il mercato nero del gioco. fp/AGIMEG










