La Kammarrätten di Jönköping, corte d’appello amministrativa svedese, ha confermato il diniego opposto dall’autorità del gioco Spelinspektionen alla domanda di licenza di un’associazione sportiva che voleva offrire il bingo tramite terminali self-service in 297 punti vendita tra chioschi e negozi.
Con la sentenza depositata l’11 giugno 2026 i giudici hanno ribaltato la pronuncia del tribunale amministrativo di Linköping e ripristinato il provvedimento dell’autorità, ritenendo non opportuna sotto il profilo dell’interesse generale la collocazione di questi apparecchi in ambienti pensati per attività diverse dal gioco.
La domanda per i terminali del bingo nei negozi
Il caso nasce dalla richiesta della Föreningen Idrottens Spel i Sverige, che intendeva installare i propri terminali del bingo in 297 locali gestiti da rivenditori di gioco, affittando una porzione di ciascun esercizio e mantenendo in capo a sé la responsabilità del gioco offerto. Il 21 marzo 2024 la Spelinspektionen aveva respinto l’istanza, giudicando inadatta la diffusione del bingo al di fuori delle tradizionali sale dedicate.
Il doppio grado di giudizio
In primo grado il tribunale amministrativo di Linköping aveva accolto le ragioni dell’associazione, annullando il diniego e rinviando il fascicolo all’autorità. Secondo quel collegio la normativa svedese sul gioco non vieta espressamente il bingo lontano dalle sale tradizionali, e i timori dell’autorità non bastavano a qualificare l’attività come inadatta. Spelinspektionen ha quindi impugnato la decisione davanti alla Kammarrätten.
Perché la corte ha dato ragione all’autorità
La Kammarrätten ha ricordato che la spellagen (legge svedese sul gioco 2018:1138) ha natura proibitiva e che la licenza va concessa solo quando ne ricorrono i presupposti. I giudici hanno evidenziato l’orientamento restrittivo della legge verso i terminali self-service, per i quali sono previsti diversi divieti.
L’eccezione riconosciuta al bingo si spiega con il fatto che storicamente questo gioco si è svolto nelle sale dedicate, ambienti concepiti per il bingo e dotati di un certo grado di controllo sociale. Spostare gli apparecchi in chioschi e negozi, frequentati da molte persone (bambini e ragazzi compresi) e con uno scarso controllo, secondo la corte non è coerente con quella impostazione. La presenza in tali locali di altri giochi offerti tramite rivenditori non cambia la valutazione.
Possibile ricorso alla corte suprema
La sentenza è impugnabile davanti alla Högsta förvaltningsdomstolen, la corte suprema amministrativa svedese, entro tre settimane. Il ricorso sarà esaminato solo se verrà concessa l’autorizzazione preliminare prevista dall’ordinamento. fp/AGIMEG










