Arriva al Senato il dossier riguardante la riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.
Secondo quanto riportato nel documento, la Commissione europea propone una riforma del sistema delle risorse proprie per il bilancio UE 2028-2034, motivata dall’aumento delle esigenze di finanziamento in settori strategici come difesa, competitività e transizione verde e digitale, oltre che dalla necessità di rimborsare il programma NextGenerationEU senza ridurre i programmi europei o aumentare eccessivamente i contributi degli Stati membri.
Secondo la Commissione, l’attuale sistema basato soprattutto sui contributi nazionali legati al reddito nazionale lordo non è più sostenibile e va quindi affiancato da nuove entrate proprie. La proposta prevede l’introduzione di cinque nuove risorse (tra cui imposte su imprese, tabacco, rifiuti elettronici ed entrate legate a ETS e CBAM), alcune modifiche a risorse esistenti e la conferma dell’IVA come fonte di finanziamento. Non sono previste correzioni di bilancio per gli Stati membri.
Il Parlamento europeo sostiene l’introduzione di nuove risorse autenticamente europee, anche per rafforzare gli investimenti comuni, e critica la logica del “giusto ritorno” tra Stati. Appoggia l’approccio a “paniere” della Commissione, proponendo ulteriori possibili fonti come una tassa sui servizi digitali, sul gioco e le scommesse online, sulle cripto-attività e sull’estensione del carbon border adjustment mechanism.
Le risorse proprie dell’UE 2028-2034
“La proposta della Commissione sulle risorse proprie muove da un’analisi secondo la quale l’Unione si trova ad affrontare esigenze crescenti di finanziamento in settori chiave quali la competitività, la difesa, la sicurezza e la transizione verde e digitale; inoltre il prossimo QFP dovrà anche far fronte al rimborso di NextGenerationEU senza procedere a tagli indebiti ai programmi dell’UE o aumentare eccessivamente i contributi basati sull’RNL”, si legge nel dossire.
“Di fronte a questo scenario, l’attuale sistema delle risorse proprie, che dipende in larga misura, e sempre di più, dai contributi basati sull’RNL, rischia, secondo la Commissione, di non essere sostenibile nel lungo periodo e deve pertanto essere riformato. Al prossimo QFP pertanto dovrebbe accompagnarsi, a giudizio della Commissione, l’introduzione di nuove risorse proprie che siano effettivamente in grado di ridurre l’onere per gli Stati membri e garantire il finanziamento sostenibile delle priorità comuni dell’UE e il rimborso di NextGenerationEU.
La proposta di decisione sulle risorse proprie 2028-2034 presentata dalla Commissione (v. dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato per approfondimenti) propone di: 1) introdurre 5 cinque nuove risorse proprie: la risorsa aziendale per l’Europa (CORE); l’accisa sul tabacco (TEDOR); un’aliquota uniforme di prelievo sui rifiuti elettronici non raccolti; due entrate basate sul sistema ETS e sul meccanismo CBAM; 2) apportare alcuni aggiustamenti alla risorsa basata sui rifiuti di imballaggi di plastica e alle risorse proprie tradizionali; 3) confermare la risorsa propria basata sull’IVA sulla base di un’aliquota uniforme di prelievo dello 0,3%. La proposta non prevede correzioni di bilancio (rebates), in virtù delle quali agli Stati con saldi netti più negativi sono concessi sconti sui contributi al bilancio dell’UE”.
La posizione del Parlamento UE
“In particolare la posizione del Parlamento europeo:
– ribadisce la sua richiesta di lunga data di introdurre nuove e autentiche risorse proprie, non solo per consentire il rimborso del debito di NGEU, ma anche per finanziare le accresciute ambizioni politiche dell’Unione;
– poi, ribadisce le sue storiche critiche secondo cui concepire e negoziare il bilancio sulla base del principio del “giusto ritorno” comporterà inevitabilmente una diminuzione del valore aggiunto dell’UE, riducendo la motivazione per investire insieme in beni pubblici comuni ed europei;
– sostiene l’approccio “a paniere” più ampio proposto dalla Commissione. Chiede tuttavia che, qualora dovesse eliminare alcuni elementi del paniere, il Consiglio colmi la lacuna aumentando le aliquote di prelievo per altre fonti o sostituendoli con un’altra fonte. Tra le possibili soluzioni individuate dal Parlamento europeo, un prelievo sui servizi digitali mirato alle principali piattaforme digitali, un prelievo sui servizi di gioco d’azzardo e scommesse online, l’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere nonché un prelievo sulle plusvalenze delle criptoattività basato su un’aliquota uniforme di prelievo”, conclude. cdn/AGIMEG










