In Valle d’Aosta, l’Assemblea regionale ha approvato, con 20 voti a favore e 15 astensioni, il rendiconto generale della Regione autonoma Valle d’Aosta per l’esercizio finanziario 2025.
Contestualmente, il Consiglio ha preso atto di quattro relazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti: bilancio consolidato 2024 della Regione; gestione 2024 del servizio sanitario regionale; rendiconto 2023 del Comune di Aosta; rendiconto generale 2024 della Regione.
Il disegno di legge, depositato dalla Giunta regionale il 30 aprile scorso, presenta un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 pari 461 milioni 850 mila euro che al netto delle quote vincolate e accantonate per legge definisce un avanzo disponibile di 268 milioni che verrà destinato con successiva legge di assestamento per il finanziamento di spese di investimento.
Ordini del giorno
Sul rendiconto 2025 sono stati depositati in Aula due ordini del giorno, entrambi respinti.
Il primo, respinto con 6 voti contrari, 14 astensioni e 15 a favore espressi con voto segreto, è stato depositato dai gruppi di minoranza (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance, AdC) e chiedeva la costituzione di una Commissione consiliare speciale con l’incarico di procedere all’analisi della situazione della Casinò de la Vallée spa a supporto delle determinazioni in merito alle criticità emerse nell’ambito del procedimento penale e del decreto di amministrazione giudiziaria, all’adeguatezza del sistema di governance, controllo interno e prevenzione dei reati, alle garanzie occupazionali per i dipendenti, al futuro assetto gestionale, anche in relazione alle ipotesi di affidamento a gestore terzo già oggetto di studio.
Il secondo, respinto con 31 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, AVS, Renaissance) e 4 a favore (PD-FP, AdC), è stato presentato dal gruppo PD-FP. Sollecitava un audit esterno e indipendente sul sistema di organizzazione e gestione e sulle procedure antiriciclaggio adottate dalla Casinò de la Vallée, con finalità esclusivamente organizzative e senza interferenza con le indagini penali in corso. Inoltre, chiedeva la convocazione dei soci della Casa da gioco per deliberare il passaggio dalla governance con amministratore unico ad un consiglio di amministrazione composto da tre membri, come previsto dallo Statuto e dalla legge istitutiva del Casinò, di cui almeno uno designato su indicazione delle minoranze consiliari, con mandato esplicito di cooperare con gli amministratori giudiziari.
Essendo in corso un’amministrazione giudiziaria e un’azione penale con tempistiche definite, la maggioranza non ha ritenuto opportuno inserirsi in tale percorso attraverso l’istituzione di una Commissione speciale o mediante altre iniziative. cdn/AGIMEG










