Stanleybet.news, Marco Fiocchetti a Belle Storie: “Sinner odia le interviste. La sua testa fa la differenza”

Nuova puntata di Belle Storie, format di Stanleybet.news dedicato alla Serie B e ai suoi protagonisti. Giovanni Remigare, per l’occasione, ha intervistato Marco Fiocchetti, noto giornalista sportivo.

Jannik Sinner è un professionista che ha capito che se vuole proseguire su questi livelli deve vivere da professionista con poche distrazioni. Lui fa poche interviste e le odia. Vuole rimanere concentrato e sul pezzo. I primi 100 tennisti al mondo sono tutti fortissimi e a fare la differenza è la testa. La sua continuità è conseguenza della solidità mentale. Carlos Alcaraz, ad esempio, ha molto più tennis, ma molta meno testa e Jannik vince”.

L’episodio con Berrettini

“A Melbourne ho litigato con Matteo Berrettini perché era impossibile parlarci. Oggi per fare un’intervista c’è da interfacciarsi con mille uffici stampa, public manager e pubblicitari. E pensare che ho visto crescere Matteo e ho giocato assieme al suo allenatore Vincenzo Santopadre. E lo stesso vale per Sinner che è una persona educatissima, ma è difficilissimo arrivarci a parlare”.

“Negli Internazionali d’Italia 2025 era nella lounge dei giocatori in mezzo a varie guardie del corpo. Il suo amico e collega Taylor Fritz ha provato ad avvicinarsi a lui per parargli ed è stato spintonato via dalle guardie perché non lo conoscevano. Ho finito la mia carriera da giornalista in bellezza: sono felice di aver fatto la telecronaca della vittoria in Coppa Davis, di aver visto un vincente italiano nelle ATP Finals. Fino a pochi anni fa pregavamo per vedere un italiano alla seconda settimana dei Grandi Slam… Però rispetto a quegli anni, questi sono un po’ più freddi”.

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“Io sono amico di tutti gli ex tennisti: Adriano Panatta che vidi vincere 50 anni fa gli Internazionali di Roma è diventato un mio grande amico. E penso che chi come me ha praticato sport per anni poi ha avuto più facilità a raccontare gli stessi sport nel ruolo di giornalista”.

Sportivi ed escort

“Il caso dei festini dei calciatori a base di escort e ‘droga della risata’ fa notizia perché c’è il famoso detto del giornalismo: ‘non fa notizia il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane’. Questa pruderie c’è sempre stata. Queste cose con le escort ci son sempre state. Che avremmo fatto noi a vent’anni con i soldi loro?”.

“A vent’anni non abbiamo la testa sulle spalle, non siamo tutti Jannik Sinner. Per esempio, restando nel mondo del tennis, uno come Carlos Alcaraz è uno che a un certo punto deve chiudere con tutto, se ne va a Ibiza e si diverte. Però i calciatori, le escort, fanno notizia… Ma cosa pensate che possano fare con tutti quei soldi? Sono ricchi, belli, famosi, e atleti, non fanno niente di male. Che avremmo fatto noi con tutti quei soldi a quell’età?” ha concluso Fiocchetti. sm/AGIMEG