Mef: nel primo trimestre del 2026 aperte 125 nuove partite Iva nel settore giochi

Nel primo trimestre del 2026 sono state aperte 184.895 nuove partite Iva, con una flessione del 2,2% rispetto al corrispondente periodo del 2025.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 75% delle nuove aperture di partite Iva è stato operato da persone fisiche, il 21,1% da società di capitali, il 2,6% da società di persone; le quote dei “non residenti” (essenzialmente costituiti da società di commercio on-line) e quella delle “altre forme giuridiche”, rappresentano complessivamente l’1,3% del totale delle nuove aperture.

Rispetto al primo trimestre del 2025, le attivazioni da parte delle società di capitali aumentano del 3,1%, le attivazioni delle persone fisiche risultano stabili (+0,1%), mentre le attivazioni delle società di persone diminuiscono del 9,6%. Da notare il notevole decremento di avviamenti da parte di soggetti non residenti (-72,6%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 48,3% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,2% al Centro e il 30% al Sud e nelle Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia che i maggiori incrementi di aperture si sono registrati in Valle d’Aosta (+17,4%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+6%) e in Friuli Venezia-Giulia (+4,5%); tra i territori che presentano una flessione emergono il Molise (-11,3%), la Lombardia (-10,9%) e il Lazio (-5,1%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il settore delle attività professionali registra il maggior numero di avviamenti di partite Iva, con il 19,3% del totale, seguito dal settore delle attività per la salute umana e di assistenza sociale (12,5%) e dal settore del commercio (12,3%).

Tra i dieci settori principali, che fanno registrare nel complesso circa l’85% dei nuovi avviamenti nel periodo, gli unici che mostrano incrementi di aperture rispetto al primo trimestre del 2025 sono il settore delle attività per la salute umana e di assistenza sociale e il settore dell’istruzione e formazione (+15%); tra i settori in calo di avviamenti spiccano il settore del commercio (-22,4%), gli altri servizi (-10,7%) e il settore dell’agricoltura (-9,8%).

Per quanto riguarda l’analisi per settore produttivo: occorre considerare che a partire dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione delle attività economiche ATECO2025 che è direttamente derivata da NACE Rev. 2.1, adottata con Regolamento delegato (Ue) 2023/137 della Commissione, che modifica il Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. La nuova classificazione ATECO2025 è stata adottata operativamente a partire dal 1° aprile 2025 (così come stabilito dalla Risoluzione 24/E dell’Agenzia delle Entrate dell’8 aprile 2025).

Di conseguenza, i dati del primo trimestre 2025 seguivano ancora la classificazione ATECO 2007 aggiornamento 2022; a partire dai dati del primo semestre 2025 pubblicati a settembre 2025 (successivamente alla pubblicazione dei dati del primo trimestre avvenuta a maggio 2025), si fa invece riferimento alla nuova classificazione ATECO2025, con il conseguente aggiornamento dei dati del primo trimestre 2025 già pubblicati. Per maggiori informazioni, è possibile consultare la nota metodologica di ISTAT, riportata anche nella nota metodologica dell’Osservatorio sulle partite IVA.legge di bilancio grafici

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra la consueta prevalenza della quota maschile, pari al 58,8%. Il 51,6% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e circa il 29% da soggetti appartenenti alla fascia d’età dai 36 ai 50 anni.

Rispetto al primo trimestre del 2025, soltanto le classi di età estreme registrano aumenti di aperture: +1,5% per la classe più giovane e +3,9% per la classe di età degli over 65; le classi intermedie evidenziano invece contenute flessioni: -2% per la classe di età degli individui da 36 a 50 anni e -1,4% per la classe di età degli individui da 51 a 65 anni. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che circa il 19% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero, percentuale sostanzialmente in linea con quella del primo trimestre del 2025 (18,7%).

Nel periodo in esame 104.136 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 56,3% del totale delle nuove aperture nel primo trimestre del 2026, con un incremento percentuale del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I numeri del gioco

Nel primo trimestre del 2026, le nuove partite Iva aperte nel settore delle lotterie, scommesse, case da gioco sono state in totale 125. Nello specifico ne sono state aperte 47 a gennaio (-18,97% rispetto allo stesso mese del 2025), 32 a febbraio (+3,23% rispetto allo stesso mese del 2025) e 46 a marzo (-17,86% rispetto allo stesso mese del 2025). cdn/AGIMEG