“Dopo 46 anni di lavoro nel settore delle dipendenze e 20 anni specifici nell’ambito del gioco, si impara a conoscere profondamente la sofferenza delle persone. Certe volte, quando accadono cose ‘sopra la nostra testa’, si rischia di perdere il senso stesso del nostro lavoro“. Lo ha sottolineato Onofrio Casciani, Referente scientifico della Regione Lazio, al Senato durante il convegno “Verso il decreto legislativo di riordino del gioco d’azzardo distribuito nelle città italiane”.
L’evoluzione normativa
“Abbiamo creduto fermamente di poter dare un contributo, soprattutto dopo che lo Stato, intorno al 2010-2011, si è accorto di aver perso il controllo della situazione. Nel 2012 c’è stato un decreto importante che ha costituito una sorta di virata rispetto all’andamento di quel periodo, seguito da una serie di leggi fondamentali che ci hanno aiutato nel nostro operato.
Sappiamo bene quali siano i meccanismi della mente che portano una persona a sviluppare una malattia. Perché di malattia stiamo parlando: è una dipendenza certificata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)“, ha aggiunto.
Le criticità attuali
“Uno dei meccanismi mentali principali è sollecitato dalla pubblicità. Abbiamo accolto con favore la legge del 2018 che proibiva la pubblicità del gioco d’azzardo (equiparandolo ad alcol e sigarette), ma ultimamente stiamo assistendo a continue deroghe.
Vediamo in televisione spot sul gioco più o meno mascherati, alcuni dei quali espliciti e senza alcuna ‘mimetizzazione’. Chi lavora nei servizi nota un cambiamento preoccupante. Non si tratta solo di pubblicità, ma anche di deroghe sulle distanze minime (parlo ad esempio del Lazio, regione che conosco meglio).
È una contraddizione palese: ci sono finanziamenti per contrastare il gioco e contemporaneamente leggi che lo facilitano“, ha specificato.
Il ruolo dell’Osservatorio
“In merito all’Osservatorio, sottoscrivo quanto detto dal Professor Fiasco. C’è stato uno spostamento dal piano clinico (contributo alla salute) a un piano puramente economico“, ha detto.
Il lavoro sulle linee guida
“All’interno dell’Osservatorio abbiamo lavorato alla stesura di un documento, diventato poi Decreto Ministeriale il 16 luglio 2021, che definiva le linee d’azione per la cura e la riabilitazione delle persone dipendenti dal gioco d’azzardo.
Questo era un riferimento vitale per gli operatori, specialmente trattandosi di un fenomeno sociale in rapido sviluppo (inserito infatti nei LEA – Livelli Essenziali di Assistenza). Prima di allora, non esisteva quasi letteratura scientifica in Italia su questo disturbo. Abbiamo creato linee guida affinché i medici negli ambulatori avessero protocolli certi, senza dover inventare terapie basate solo sull’approccio personale“, ha continuato
La soppressione dell’Osservatorio
“Nonostante il lavoro fosse pronto per essere aggiornato, l’Osservatorio è stato soppresso proprio mentre stavamo lavorando alle nuove linee d’azione. La percezione di chi lavora sul campo è che il nostro impegno venga svalutato.
Impiegare mesi e anni per costruire strumenti di tutela che poi vengono interrotti è frustrante. Mi dedico a questa causa nella speranza che ci siano correzioni e una nuova inversione di tendenza. Il problema del gioco d’azzardo non si arresterà da solo; al contrario, senza interventi decisi, è destinato a svilupparsi ulteriormente. L’Italia resta purtroppo uno dei paesi più colpiti a livello mondiale“, ha concluso. cdn/AGIMEG










