Nel corso del convegno “Giochi Legali: Albo Pvr e Limiti di ricarica”, è intervenuto anche Alessandro Allara, podcaster ed esperto di online gaming, che ha offerto una lettura tecnica del ruolo della rete di ricarica e delle criticità legate al limite dei 100 euro.
“Una rete già consolidata, nata dalla domanda”
Allara ha innanzitutto chiarito la natura della rete: “La rete è già consolidata prima della regolazione. Non nasce da un capriccio degli operatori, ma da una necessità del giocatore”. Un elemento che, secondo quanto evidenziato, dovrebbe essere tenuto in considerazione nel momento in cui si interviene con nuove norme.
“Il limite? Sembrava un tentativo di neutralizzare la rete”
Entrando nel merito, Allara ha ricordato le prime impressioni sulla misura: “Quando lessi la bozza della norma dei 100 euro pensai che fosse un tentativo di neutralizzare questa rete”. E ha aggiunto: “Forse per privilegiare i negozi di gioco o per accentrare il gioco nei punti fisici più controllabili. È stata una mia sensazione, ma il dubbio resta”.
Un peso decisivo per il gioco online
Uno dei passaggi più rilevanti ha riguardato il contributo della rete fisica al digitale: “Questa rete alimenta il gioco online in maniera importante”, ha spiegato. E ha precisato: “Per i principali operatori multicanale, i giocatori che arrivano dalla rete fisica pesano moltissimo, in alcuni casi anche oltre il 50% della customer base”.
Secondo Allara, si tratta inoltre di utenti con caratteristiche specifiche: “Sono giocatori più fedeli al brand, meno legati a comportamenti opportunistici e più stabili nel tempo. Il mercato ha sempre trovato soluzioni”.
Ripercorrendo l’evoluzione del settore, Allara ha sottolineato come la domanda di ricariche sia sempre esistita: “Negli anni sono stati adottati diversi strumenti perché il mercato richiedeva questo servizio”. Un segnale della necessità di gestire il fenomeno piuttosto che limitarlo rigidamente.
“Sistema incoerente: le ricariche esistono comunque”
Allara ha poi evidenziato una contraddizione nel sistema attuale: “Oggi esistono già strumenti che permettono ricariche anche superiori ai 100 euro, ad esempio attraverso carte acquistabili nei supermercati”. Da qui la critica: “Che senso ha vincolare in questo modo la ricarica attraverso una rete, quando esistono canali alternativi che consentono importi maggiori?”.
“Serve uniformità normativa”
Secondo Allara, il punto centrale è la coerenza del sistema: “O il sistema è uniforme e limita davvero tutti i canali, oppure questo limite non deve esserci o va modificato”. Infine, ha avanzato una possibile soluzione operativa: “I 100 euro possono essere un limite base, ma sopra quella soglia si potrebbe procedere con identificazione tramite codice fiscale, come già avviene con altri strumenti di pagamento”. sb/AGIMEG










