Ricerca gioco minorile Napoli, Lollobrigida (ADM): “Formazione, soprattutto a livello scolastico, di minori e degli operatori fondamentale per il contrasto al gioco minorile”. Il video

“Il fenomeno del gioco minorile nasce dalla bassa consapevolezza del rischio da parte dei minori. Il minore conosce la legge e il divieto. Così come avviene per altri settori: sa, infatti, perfettamente che non è possibile acquistare tabacco o consumare bevande alcoliche prima dei 18 anni. Però lo fanno”. E’ quanto ha sottolineato Mario Lollobrigida, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, che è intervenuto a Napoli alla presentazione dell’indagine su minori e gioco svolta nel capoluogo campano.

Le cause del fenomeno

“Lo fanno perché è un’esperienza iniziatica. Con gli amici o i compagni di scuola giocano, bevono o fumano le sigarette. Quindi, come un fenomeno di imitazione, per sentirsi più grandi.

​Poi, c’è il ruolo della famiglia. In alcuni casi c’è una familiarità: ad esempio il padre che scommette online con il figlio minorenne”, ha aggiunto.

L’influenza dei videogiochi e delle Loot Box

“Inoltre, per i minori dobbiamo dire un’altra cosa importante: l’abitudine al gioco, anche al gioco con vince denaro, nasce prima. Lo fa nascere anche la cultura dei videogames: attraverso questi, infatti, il minore si abitua a spendere denaro.

Pensiamo al fenomeno famoso delle Loot Box, opzioni che danno maggiore fruibilità del gioco oppure maggiori strumenti, che vengono acquistate a “scatola chiusa”. Queste diventano una scommessa: acquisto la loot box senza sapere se poi avrò effettivamente un bonus aggiuntivo o degli strumenti aggiuntivi per migliorare il livello.

​Quindi, anche attraverso tutte queste opzioni previste proprio nel mondo dei videogiochi, che sono assolutamente fruibili dai minori perché non sono vietate, c’è già un inizio di avvicinamento in qualche modo al gioco d’azzardo. Allora, il passaggio diventa quasi automatico, quasi normale”, ha detto.

​Il calcio e le scommesse sportive

“Il gioco che è più fruito dai minori è sicuramente quello delle scommesse sportive. Il calcio è un fenomeno trasversale: tutti quanti i ragazzi, da una certa età, seguono il calcio in maniera pervasiva.

​E quindi è evidente che da lì il passaggio poi alla scommessa è facile, anche magari la scommessa “illegale” con gli amici all’interno del gruppo scolastico. Io mi ricordo che lo facevamo al liceo, quindi non vedo perché adesso non debbano farlo”, ha specificato.

​La formazione come soluzione

“​La formazione è importante, a tutti i livelli. Io non credo che si possa fare formazione a livello familiare, ma sicuramente si può fare formazione a livello scolastico.

Poi, si potrebbe pensare di fare una campagna pubblicitaria promozionale attraverso serie, cartellonistica o spot televisivi. Secondo me la cosa migliore è la formazione: formazione scolastica, ma soprattutto anche formazione degli operatori.

​Noi stiamo cercando di innalzare il livello di formazione degli operatori di gioco. Abbiamo fatto una proposta per il riordino del gioco fisico: all’interno della stessa, la formazione degli operatori è un punto cardine. Riteniamo che l’operatore debba conoscere perfettamente quali sono i livelli di rischio che aumentano, soprattutto, se viene forzata la partecipazione dei minori. Sappiamo che la partecipazione dei minori non è permessa al gioco e ci sono delle sanzioni pesanti per gli operatori: c’è addirittura la chiusura dell’esercizio commerciale. Quindi sono ben consapevoli.

È evidente che però magari c’è bisogno di una formazione per tutti gli operatori del punto vendita, non solo per il titolare. Noi come ADM operiamo dei controlli continui sul territorio, per quello che ci consente la nostra struttura e per quello che ci consentono gli orari di lavoro. E’ evidente che controlli negli orari notturni non possiamo farli”, ha detto.

I controlli di ADM

“Lo scorso anno abbiamo effettuato, attraverso la rete territoriale dei nostri uffici, oltre 30.000 controlli sui punti vendita e oltre 14.400 controlli dedicati specificamente al gioco minorile.

Abbiamo un indice di positività relativamente basso, ma proprio per i limiti dei nostri controlli, relativi agli orari e alla numerosità. E’ chiaro che ce ne vorrebbero di più. Ma anche le altre forze dell’ordine che intervengono sul territorio hanno dei livelli di positività, su questa specifica tipologia di controllo, molto, molto limitati”, ha continuato.

​Il controllo repressivo

“Secondo me, il controllo repressivo non serve a nulla. E’ sì importante per vedere se magari, in un certo contesto, qualche singolo operatore violi in maniera dolosa il divieto. La maggiore età deve essere verificata qualora ci sia un dubbio e quindi, in alcuni casi, il dubbio non sussiste.

​Però, in altri casi invece non viene verificata anche in presenza di dubbio. Abbiamo avuto dei casi in cui i minori sono entrati, passavano davanti all’addetto all’ingresso senza che questo si ponesse il minimo dubbio. In quei casi e contesti dobbiamo intervenire, ed è importante il controllo repressivo per far sì che l’operatore si comporti correttamente, applicando le sanzioni previste”, ha specificato.gioco azzardo patologico ludopatia

​Il gioco online e il rischio per i minori

“​Un altro problema per l’accesso dei minori è sicuramente quello del gioco online illegale. Sappiamo che l’accesso al gioco online per i minori è complicatissimo con tutte le autenticazioni necessarie, a meno che il genitore non lo faccia giocare dando le proprie credenziali e la carta di credito; in quel caso è impossibile individuarlo.

Ma altrimenti, nel settore del gioco online legale, c’è una sicurezza quasi al 100%. È differente per il gioco illegale: i siti online illegali, quelli che cerchiamo di combattere con armi spuntate — perché ne chiudiamo uno e ne nascono dieci già pronti — rappresentano un settore di difficile contrasto. Siamo tutti sulla stessa barca a livello europeo e mondiale perché non si riesce a trovare un sistema efficace vista la volatilità del mezzo.

​Sui siti illegali spesso non c’è:

  • Nessuna verifica dell’età.
  • Nessun tipo di controllo sul soggetto”.​

Sistemi di controllo avanzati

“​In Italia abbiamo creato un sistema molto avanzato di controllo e intervento per le forme di gioco a rischio. I concessionari del gioco online devono valutare i comportamenti del giocatore per vedere se sono soggetti che potenzialmente potrebbero arrivare a livelli di rischio patologico. Questo per l’illegale non esiste, soprattutto per l’accesso ai minori”, ha continuato.

​L’importanza della formazione

“I minori oggi sono abituati a confrontarsi con l’online già dai 12 anni, quando viene messo loro in mano uno smartphone. Diventa naturale per loro fare il passaggio e magari iscriversi a un sito illegale usando la carta ricaricata dai genitori.

​Per questo, secondo me e secondo ADM, la cosa più importante è la formazione:

  • ​Formazione degli operatori.
  • ​Formazione dei minori, che deve partire a tutti i livelli, specialmente quello scolastico.

​Siamo pronti a operare attraverso un’attività formativa che faccia conoscere i rischi del gioco non consapevole a tutti, ma soprattutto ai minori”, ha concluso.

cdn/AGIMEG