Riciclaggio e esercizio abusivo di attività finanziaria: sequestrata sala scommesse di Riva del Garda e emesse 29 denunce

Giro di vite alla criminalità nell’Alto Garda. I Carabinieri di Riva del Garda, in provincia di Trento, hanno posto i sigilli a una sala scommesse della zona, portando alla denuncia di 29 persone. Le accuse sono pesanti: riciclaggio, sostituzione di persona ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

​L’indagine: dalle piazze di spaccio ai conti correnti

​L’inchiesta non nasce oggi, ma è il frutto di un lavoro investigativo lungo e ramificato iniziato nell’ottobre 2024. All’epoca, una vasta operazione antidroga portò a 33 misure cautelari (14 in carcere, 8 ai domiciliari e 11 obblighi di dimora) per un’associazione a delinquere dedita allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana.

​Seguendo il flusso di denaro, gli inquirenti hanno scoperto come due dei principali indagati riuscissero a ripulire i proventi illeciti. Un primo punto di svolta si è avuto nell’aprile 2025 con:

  • 6 denunce per riciclaggio;
  • Sequestro di due Rolex (valore di circa 17.000 euro);
  • Confisca di 6.500 euro in contanti e conti correnti;
  • ​Sequestro di tre appartamenti (due nell’Alto Garda e uno a Vercelli).

​La sala scommesse: un “Hub Finanziario” del crimine

​Il centro scommesse finito sotto sequestro non era una semplice ricevitoria, ma era stato trasformato in un vero e proprio hub finanziario. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’attività serviva a:Carabinieri

  • ​Riciclaggio di denaro sporco: i proventi del narcotraffico e di altre attività illecite venivano inseriti nel circuito legale, simulando regolari vincite al gioco.
  • Sostituzione di persona: utilizzo di identità fittizie per coprire i reali flussi di denaro.
  • ​Finanziamento abusivo: per aumentare il volume delle giocate e, di conseguenza, gli incassi, la struttura prestava denaro ai giocatori senza alcuna autorizzazione, operando come una banca illegale.

​”La sala scommesse era diventata il perno centrale per mascherare i profitti del traffico di droga, facendoli apparire come guadagni leciti derivanti dal gioco d’azzardo”. cdn/AGIMEG