Udine, limiti orari più stringenti a sale giochi e slot: ricorso al TAR contro l’ordinanza del sindaco

Andrà di fronte al TAR del Friuli Venezia Giulia l’ordinanza del sindaco di Udine, che a dicembre aveva imposto limiti orari più stringenti all’apertura delle sale giochi e sale slot della sua città.

In particolare, una società hanno presentato ricorso contro l’ordinanza, che chiedeva chiusure obbligatorie in alcune fasce orarie della giornata e un massimo di ore giornaliere di apertura dei locali e di accensione delle macchine.

L’ordinanza del sindaco

A dicembre del 2025 il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, aveva introdotto una nuova regolamentazione per le sale da gioco e l’accensione delle slot in città. L’ordinanza di De Toni ha imposto due stop obbligatori tra le ore 13 e le 14 e le ore 19 e le 20.

Poi, previsto per le sale giochi un massimo di 13 ore di apertura dell’esercizio commerciale in una fascia oraria compresa tra le 7 del mattino e l’1 di notte. Per gli altri locali in cui sono presenti slot o apparecchi con vincita in denaro (bar, tabaccherie, ecc…) tale fascia oraria è stata invece stabilita dalle ore 9 del mattino alle 23.

Un inasprimento rispetto alla precedente ordinanza dell’ormai lontano 2007, che prevedeva l’apertura continuativa senza pause dalle 10 del mattino all’1 di notte per tutte le sale slot, sale giochi e tutti gli altri locali in cui erano presenti macchine con vincita in denaro.

Il ricorso

Tar Tribunale

A febbraio di quest’anno, una società che gestisce sale giochi a Udine ha presentato ricorso al TAR del Friuli Venezia Giulia proprio contro l’ordinanza di dicembre. Un’altra società, invece, ha richiesto un incontro al sindaco. Il comune di Udine si è costituito in giudizio.

“Non possiamo che aspettare il TAR”, ha brevemente commentato il primo cittadino De Toni sulle pagine del quotidiano Il Gazzettino che ha reso nota la vicenda. Ancora non nota la data dell’udienza davanti al tribunale amministrativo regionale friulano. lb/AGIMEG