Slot e vlt importate dalla Germania con software contraffatti e il “trucco” del telecomando per eludere i controlli in sale giochi di Imperia e Roma. Ecco tutti i dettagli

Una complessa rete criminale, attiva non solo a Imperia ma estesa fino alla provincia di Roma, è stata smantellata grazie a un’operazione mirata della Guardia di Finanza.

L’indagine ha svelato un sofisticato sistema di frode basato sulla manomissione di apparecchi da gioco per eludere i controlli dello Stato e il prelievo fiscale.

L’operazione ha portato all’arresto del gestore di una rete nazionale di sale gioco e al sequestro di beni per un valore superiore ai 2,5 milioni di euro.

​Il modulo operativo: società prestanome e software manipolati

​L’organizzazione, guidata da un unico “dominus”, utilizzava una rete di società prestanome per gestire diverse sale giochi – come apprende Agimeg da fonti delle forze dell’ordine. Il meccanismo fraudolento prevedeva diversi passaggi chiave:

  • Importazione e modifica: le slot arrivavano dalla Germania e venivano dotate di software contraffatti.
  • Controllo delle vincite: grazie a queste manomissioni, l’organizzazione era in grado di controllare l’erogazione delle vincite.
  • Mimetizzazione: le macchine truccate venivano installate nelle sale giochi accanto ad apparecchi regolari per non destare sospetti.

​Come venivano elusi i controlli

​L’obiettivo principale della frode era l’evasione del PREU (Prelievo Erariale Unico) e dei controlli. Per evitare di essere scoperti durante le ispezioni, i gestori utilizzavano un metodo tecnologico tanto semplice quanto efficace:

  • Il trucco del telecomando: gli indagati erano dotati di telecomandi speciali in grado di spegnere istantaneamente le macchine contraffatte in caso di controlli.
  • La scusa del malfunzionamento: una volta spenti gli apparecchi illegali, i gestori dichiaravano che le macchine erano semplicemente guaste o non funzionanti, lasciando attive solo quelle regolarmente collegate alla rete ADM.​slot machine

L’indagine: monitoraggio, intercettazioni e pedinamenti

​L’operazione non è nata da un semplice controllo casuale, ma da un attento monitoraggio economico del territorio. Dopo aver raccolto i primi indizi, la Guardia di Finanza, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, ha avviato una vasta attività investigativa che ha incluso:

  • ​Indagini tecniche: intercettazioni telefoniche e ambientali.
  • Videosorveglianza: utilizzo di telecamere per documentare le attività illecite nelle sale.
  • ​Appostamenti e pedinamenti: un costante monitoraggio fisico dei movimenti degli indagati per ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione.

Questo tipo di frode danneggia non solo le casse dello Stato, sottraendo risorse destinate alla collettività, ma altera anche la trasparenza del settore del gioco a danno degli utenti.