Riordino gioco fisico, Bertoldi (Istituto Milton Friedman): “Serve stessa tassazione tra fisico e online. Il settore chiede stabilità e responsabilità alla politica”

Si sta tenendo il convegno dal titolo “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”. L’evento, promosso dal Milton Friedman Institute, è un momento di confronto tra istituzioni, esperti e operatori su uno dei nodi centrali del comparto del gioco legale.

“Il vero problema è che non è successo niente, nel senso che c’è stata questa delega, come sappiamo, appunto, è stato attuato per quanto riguarda l’online e sul fisico stiamo ancora attendendo questo riordino. Un riordino che è necessario per i motivi che abbiamo sentito, ma uno dei motivi più sottovalutati è quello della stabilità”, ha detto Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman.

“Non è pensabile che un settore che rappresenta centocinquantamila persone occupate possa continuare a investire in un paese in cui le regole sono folli, perché parliamo di restrizioni soprattutto sui territori assurde. Adesso sentivo questa mattina addirittura si è arrivati in alcuni comuni a pensare di rilasciare attive le slot soltanto per cinque ore”.

“E quindi davanti a questo tipo di regolamentazioni e restrizioni è impensabile per qualsiasi azienda investire e anche mantenere l’occupazione. Sembra che diciamo i dipendenti, i lavoratori del settore del gioco e anche le aziende, ho detto, ovviamente siano diciamo figli di un dio minore, ma non è così perché come hanno ricordato appunto i precedenti relatori, il settore del gioco legale di fatto è l’unico antidoto esistente, l’abbiamo detto tante volte, contro l’illegalità, contro il sommerso, anche sul tabacco”.

“Abbiamo visto in tutti i paesi dove è stata aumentata eccessivamente la tassazione, quindi il costo delle sigarette, come in Francia ad esempio di recente, il livello di contrabbando è aumentato esponenzialmente. Sul gioco ci sono due fenomeni diciamo economici: uno, lo spostamento dell’utenza sull’illegale, l’altro sull’online. L’online legale, illegale, ma per l’utenza spesso è difficile anche distinguere i due fenomeni”.

“Cito proprio Milton Friedman che diceva come tutte le fonti di monopolio, oligopolio siano frutto di interventi governativi. Non esiste un monopolio o oligopolio naturale che duri a lungo. Può esistere per periodi molto limitati nel tempo, ma poi la, il mercato che si autoregola lo va in qualche modo a sanare grazie alla concorrenza e al libero mercato stesso”. 

“E qui veniamo al tema più attuale che è quello del rischio di una concentrazione a causa delle regole che lo Stato, speriamo di no, ma si vocifera voglia portare avanti rispetto ai bandi per quanto riguarda le slot, in particolare il gioco fisico. Allora, in questo senso, diceva prima l’onorevole Rosato, noi ovviamente siamo meno d’accordo sul fatto che lo Stato debba regolare in maniera così diciamo oppressiva dei settori economici, ma in questo caso, avendolo già fatto, deve assumersene la responsabilità”.

“Se pensiamo che due o tre aziende possano avere diciamo il controllo di un intero mercato che vale molti punti percentuali dell’intero gettito parliamo di circa undici miliardi è chiaramente come dire una joint venture tra Stato e poche aziende“.

Convegno Gioco pubblico Istituto Milton Friedman

“In questo senso noi non solo siamo contrari, ma mi pare di capire che ci sia quasi un’unanimità a livello sia politico istituzionale che nel settore rispetto a questo tema. E poi c’è un tema di responsabilità politica che finora come dire quasi nessuno negli anni si è voluto assumere. Non è possibile delegare un tema di questo tipo ai tecnici soltanto perché i tecnici”.

“Quindi in questo senso noi spieghiamo che ci sia, come sta accadendo da parte della maggioranza, una presa di coscienza che porti ad assumere una decisione molto consapevole. Poi veniamo a un altro tema che è un altro elemento di squilibrio indotto dallo Stato, è quello della tassazione, è stato toccato prima, è impensabile che ci sia nello stesso settore un segmento che viene tassato in un modo e uno addirittura che abbia un’attestazione quasi del doppio rispetto all’altro”.

“Anche questo significa condurre e dirigere il mercato e lo fa lo Stato. Quindi non per tornare a argomentazioni troppo libertarie, ma lo Stato è responsabile, spesso, anche la causa delle disfunzioni economiche che noi vediamo. Questo è proprio quasi un caso di scuola, sta diventando un caso di scuola, speriamo invece non lo diventi e venga corretto il tiro a breve. Quindi, l’assenza di un confronto preventivo con il settore è inaccettabile e speriamo si possa aprire presto questo tavolo tecnico tra i decisori e le aziende del settore”.

“L’impostazione già non propriamente corretta di occuparsi prima dell’online e poi del fisico dovrebbe essere corretta il prima possibile. La gara, per quanto riguarda la gara del gioco fisico, il bando di cui si parla, noi auspichiamo assolutamente che non ci sia una concentrazione di questo tipo indotta dallo Stato, ma che già il quadro attuale, se vogliamo, è quasi un regime di oligopolio, perché comunque i concessionari sono pochi, figuriamoci se arriviamo a quel livello di concentrazione.”

“Poi su questo speriamo anche l’Antitrust e altre istituzioni si possano pronunciare. E quindi andare a vedere anche gli effetti in prospettiva, l’impatto sul gettito delle regolamentazioni, come abbiamo detto più volte, e anche eventualmente di questa concentrazione, e soprattutto l’impatto sulla filiera e sul mercato in generale. Per arrivare alla fine a sanare anche lo squilibrio fiscale che per noi è del tutto inaccettabile e da questo punto di vista non c’è nulla che si possa dire, perché l’online comunque va a soddisfare lo stesso tipo di domanda sul mercato”.

“Parliamoci chiaro, oggi troviamo la stessa slot fisica, la troviamo anche online, quindi non stiamo parlando di due cose diverse, come qualcuno vuole far credere, stiamo parlando della stessa offerta su veicoli diversi, che è una cosa molto diversa. Quindi dove la tassazione dovrebbe essere la stessa. Noi speriamo che sia quella dell’online anche per il fisico, ovviamente. È un’utopia ormai, però il nostro sogno è quello che si trovi un punto di equilibrio, ma certamente non è pensabile che le cose restino così”.

La responsabilità politica è il punto centrale. Non è pensabile in alcun modo, e questo penso di dirlo anche a nome dei colleghi delle associazioni del settore e del settore in generale, che qualsiasi sia la decisione o la non decisione per il settore non abbia delle ripercussioni politiche, non abbia dei risvolti nell’immediato, nel medio, nel lungo periodo, anche politici, perché ovviamente, come diceva prima l’onorevole De Bertoldi, gli italiani hanno anche votato questa maggioranza che è sicuramente più vicina dell’ipotetica maggioranza alternativa per sostenere il libero mercato”.

“L’hanno votata anche perché molti degli imprenditori credono e sperano che questa maggioranza sia come è stata in alcuni casi, non troppo, ma lo è stata, più vicina al libero mercato, quindi che lo difenda anche da se stessa, anche dallo Stato, quando lo Stato vuole regolare eccessivamente il mercato“.