“La rilevanza del settore del gioco pubblico in Italia è assolutamente di livello. Per l’economia generale del Paese è molto importante, oltre l’1% del PIL. Per questo l’attenzione deve essere massima. Trasparenza, sicurezza e tutela devono essere gli elementi da prendere in considerazione e vanno a completare gli aspetti importanti di questo settore: quello economico; quello del presidio della legalità, il gioco è ambito anche da organizzazioni che in maniera illegale e criminale portano avanti i propri interessi; della tutela della persona che gioca. Il gioco patologico e la ludopatia sono temi da tenere in considerazione per far sì che ci sia la possibilità di adempiere alle esigenze che questo settore ha. Non mi stupisce sentire affermare che l’Italia ha delle best practice, di contro però abbiamo una normativa diciamo vetusta e una tecnologia sempre in aggiornamento. Per questo l’attenzione deve essere massima”. Lo ha dichiarato l’onorevole Luca Squeri (FI), Segretario della Commissione Attività produttive della Camera, durante il talk politico-economico Largo Chigi in onda su Urania Tv, curato da The Watcher Post e condotto da Paolo Bozzacchi.
“C’è stata una Legge Delega, ora ci sono i decreti attuativi da portare avanti. L’online è stato definito, ma rimane ancora aperto l’argomento del gioco fisico. In questo contesto abbiamo il problema della disomogeneità normativa che deriva dal dualismo Stato, Regioni e Comuni”, ha sottolineato.
“Si deve quindi mettere d’accordo lo Stato e le Regioni. Il presidente Cossiga diceva che a De Gasperi si da il merito di aver governato in maniera efficace il Paese nel dopoguerra. Uno dei motivi per cui fu possibile questa incisività del Governo era che non erano ancora state costituite la Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura e le Regioni. Ci sono problematiche rispetto ai differenti regolamenti che, non solo alimentano il caos dentro il quale le attività illegali possono prosperare, ma interferiscono sulla trasparenza per gli operatori. Dobbiamo concentrarci per un riordino che crei un perimetro unico dentro il quale i vari operatori possono muoversi in maniera trasparente e chiara, perché dove c’è trasparenza viene meno poi la possibilità di attività opache o illegali”, ha concluso. cdn/AGIMEG










