“Uno dei rampolli della famiglia Russo si è laureato in Ingegneria tramite un’università online e ha iniziato a lavorare in uno studio professionale, modificando il metodo dell’estorsione”. Lo ha spiegato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, illustrando alcuni dettagli della maxi operazione della DDA che ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari.
Secondo Gratteri, lo studio in cui lavorava il giovane Russo avrebbe imposto “una consulenza, un progetto, un’estorsione più sofisticata“, definendo il clan come “una famiglia di camorra di serie A“, egemone nel territorio tra Nola e dintorni.
Il procuratore ha sottolineato che si è trattato di “un’indagine complessa e affatto scontata”. Tra gli elementi emersi figura il ritorno di un collegamento tra i Russo e i Licciardi, un’alleanza che richiama le guerre sanguinarie del passato.
Attraverso questa inchiesta – ha aggiunto Gratteri – si è aperto “uno scenario significativo nelle dinamiche e nella qualità criminale delle mafie”. In particolare, i Licciardi si rivolgerebbero ai Russo per gestire il recupero crediti e le estorsioni ai danni di agenzie di scommesse che venivano costrette a raccogliere gioco per siti illegali, gestiti dai clan, e attive nell’area del Nolano. sb/AGIMEG









