Un esponente del clan mafioso dei Lucchese, Joseph M. “Little Joe” Perna di 55 anni, avrebbe gestito, insieme ad altre 14 persone, un giro di scommesse illegali da milioni di dollari. Secondo quanto riportato dall’Ufficio del Procuratore Generale del New Jersey, Joseph M. “Little Joe” Perna tra il 2022 e il 2024 avrebbe movimentato circa 2 milioni di dollari in puntate su eventi sportivi tramite siti offshore e avvalendosi dell’aiuto di studenti universitari. Nella rete nazionale di bookmaker, sotto la gestione degli esponenti della famiglia Lucchese, sarebbero coinvolti anche atleti.
L’apertura delle indagini nel gennaio 2024 ha permesso di far luce sulla vicenda. Le accuse includono associazione per delinquere, racket, riciclaggio di denaro e gestione di scommesse illegali. L’organizzazione, gestita da Perna, era supportata dai figli Joseph R. di 25 anni, e Anthony R. di 23 anni, dal figliastro Frank Zito di 23 anni, e dai nipoti Dominic Perna e Michael Cetta, entrambi di 23 anni. La moglie di Perna, Kim Zito di 53 anni, è accusata di aver intascato pagamenti dal sistema di scommesse, mentre l’ex moglie Rosanna Magno (52 anni), avrebbe tentato di nascondere i registri contabili durante un controllo stradale.
Si riaccendono, dunque, i riflettori sul ritorno delle famiglie mafiose italoamericane nei business legati al gioco d’azzardo. Di poche settimane fa la notizia di un’inchiesta che lega insieme basket professionistico, gioco d’azzardo e criminalità organizzata. Il vasto sistema di scommesse truccate e tornei di poker manipolati ha visto coinvolti anche nomi di spicco della NBA, tra i quali Chauncey Billups, coach dei Portland Trail Blazers, e Terry Rozier dei Miami Heat, accusati di frode e riciclaggio. sp/AGIMEG










