La Gambling Commission del Regno Unito ha lanciato un avvertimento alle società del settore del gioco riguardo all’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei sistemi di controllo antiriciclaggio. L’ente regolatore ha rilevato gravi carenze nell’impiego di algoritmi e modelli comportamentali utilizzati per individuare operazioni sospette, sottolineando come in molti casi le aziende non siano in grado di spiegare il funzionamento degli strumenti adottati.
Sistemi automatici sotto accusa
Le tecnologie di analisi automatizzata, pensate per attribuire punteggi di rischio ai clienti, avrebbero in più occasioni fallito nel segnalare movimenti di denaro anomali. In alcuni casi, errori nella configurazione degli algoritmi hanno consentito a utenti classificabili come ad alto rischio di trasferire somme consistenti prima che i sistemi reagissero. In altri, i modelli richiedevano un certo livello di attività sul conto prima di attivarsi, lasciando scoperte le prime fasi di una nuova relazione con il cliente.
Carenze nella trasparenza
Il rapporto della Commissione ha inoltre evidenziato che in diverse aziende i team di conformità non avevano accesso ai criteri utilizzati dagli algoritmi, rendendo difficile comprendere perché un utente fosse segnalato o meno. Il regolatore ha ricordato che ogni operatore deve assicurarsi che i propri controlli siano adeguati, trasparenti e coerenti con la valutazione interna dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Eccessiva dipendenza da fornitori esterni
Un altro elemento critico riguarda il ricorso a consulenti e società esterne per la gestione dei sistemi di rischio. In alcuni casi, l’affidamento a terzi avrebbe generato errori o documentazioni incomplete, influenzando le procedure di conformità. La Commissione ha annunciato che nelle prossime ispezioni verificherà l’efficacia degli strumenti di intelligenza artificiale e la conoscenza che le squadre interne hanno del loro funzionamento.
Debolezze strutturali nei controlli AML
Oltre ai limiti tecnologici, l’ente ha riscontrato carenze persistenti nei processi di antiriciclaggio. Alcuni operatori non hanno considerato tutti i fattori di rischio previsti dalle linee guida, mentre altri si sono basati unicamente sulle soglie di spesa, ignorando elementi come provenienza geografica, professione o tipo di prodotto. La Commissione ha richiamato anche la mancanza di verifiche costanti e la scarsa supervisione da parte dei titolari di licenze di gestione.
Il richiamo alla responsabilità
Pur riconoscendo il valore dell’intelligenza artificiale nel rilevare comportamenti complessi, la Gambling Commission ha precisato che la tecnologia non può sostituire il giudizio umano. L’obiettivo è un equilibrio tra innovazione e responsabilità, in un momento in cui il mercato britannico del gioco è chiamato a modernizzarsi mantenendo al centro trasparenza e tutela dei consumatori. ng/AGIMEG









