In Italia il rischio di riciclaggio è molto significativo. Di rilevanza significativa in merito gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura. E’ quanto ha sottolineato la UIF – Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia pubblicando il Piano strategico e il Piano di prevenzione della corruzione relativi al triennio 2026–2028.
Analisi Nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo
“L’Analisi Nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (NRA) individua e valuta l’intensità delle minacce e delle criticità del sistema italiano, misura il rischio complessivo e quelli specifici delle aree geografiche e dei settori più esposti e indica gli interventi necessari per mitigarli. Essa rappresenta pertanto il principale punto di riferimento per selezionare i fattori di contesto più rilevanti”, si legge nel Piano strategico UIF 2026-2028.
Gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, di rilevanza significativa
“In linea con il precedente esercizio, l’NRA conferma che il rischio di riciclaggio nel nostro Paese è molto significativo, mentre quello di finanziamento del terrorismo risulta abbastanza significativo.
L’NRA – aggiunge – identifica come minacce molto significative corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, narcotraffico, reati fallimentari e societari. Gioco d’azzardo, contrabbando e contraffazione, sfruttamento sessuale, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura sono stati valutati di rilevanza abbastanza significativa.
La criminalità organizzata è ampiamente attiva in tutti gli ambiti indicati, in particolare se collegati agli appalti e all’erogazione di fondi pubblici. Il diffuso utilizzo del contante e l’estensione dell’economia sommersa, caratteristici dell’economia italiana, amplificano i rischi in misura molto significativa”.
Operatori di gioco, fra i destinatari della normativa antiriciclaggio
“Fra i destinatari della normativa antiriciclaggio, vulnerabilità relative molto significative sono state rilevate per gli agenti immobiliari, gli avvocati, i compro oro, i dottori commercialisti, le fiduciarie non vigilate dalla Banca d’Italia, gli operatori di gioco, gli IMEL e gli IP esteri, i prestatori di servizi in criptoattività. La limitata trasparenza della proprietà determina un rischio specifico molto significativo per i trust esteri”, conclude. cdn/AGIMEG










